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Sono Flavio e con la presente vi
racconto la storia della mia Daphne in quanto sono rimasto
piacevolmente colpito dall’adesione e dallo spirito amorevole che
tutti i vostri iscritti hanno per questa razza.
E partiamo, effettuando prima una
doverosa premessa: sono una persona schiava del lavoro, esattamente
come sono schiavo della famiglia; sono un imprenditore rampante,
considerato da quasi tutti freddo e cinico, laico, amante delle auto
potenti e delle belle cose che questa nostra vita offre, pertanto
questa mia storia è il frutto di una verità senza alcun fronzolo
artistico.
Finalmente nel 2004 abbiamo terminato
la nostra splendida casa che ci siamo fatti costruire a nostra
immagine e somiglianza su un terreno di circa 4000mq. Quando giunse
il momento di entrarvi, un signore dall’aria burbera e scontrosa
fece capolino nella nostra vita, entrando nel negozio di mia moglie
per effettuare l’attivazione di un utenza telefonica. Marilena,
presi i documenti per espletare l’operazione, si accorse che il
“Burbero” abitava nella nostra stessa via e cominciò così un dialogo
a 360 gradi. E indovinate un po’, la sua Kira, uno splendido alano
nero, aveva avuto 11 meravigliosi cuccioli dopo l’accoppiamento con
Anacleto, un altro meraviglioso alano nero di proprietà di Silvana
Marcolina. Mia moglie a questo punto gli disse che stavamo andando a
vivere in una casa tutta nostra, insieme ai miei suoceri e ai suoi 2
meticci (Sam e Titti), e che saremmo passati a vedere i suoi Bambini
che ormai avevano 2 mesi e mezzo.
Il nostro matrimonio durava ormai da
10 anni, e come accade spesso, era stato assalito da un po’ di
routine che svolge spesso una funzione disgregatrice
dell’affiatamento di coppia; forse non eravamo proprio alla frutta,
ma sicuramente avevamo finito la seconda portata.
La sera stessa, io, Marilena e mio
figlio di 7 anni andammo a trovare il signore e qui successe
l’imponderabile! Subimmo l’attacco dolce di 11 cucciolotti vogliosi
di carezze e pronti a dare tutto, e fummo immediatamente scelti da
una tipetta, con la classica puzza sotto il naso.....una mantel di
rara bellezza che rispondeva al nome di Daphne. Ed è esattamente
quello che ho scritto, non fummo noi a scegliere lei, ma fu lei a
decidere che dovevamo essere suoi (più avanti capirete il perché)!!!
Inutile
dirvi che la sera stessa, senza conoscere minimamente le
caratteristiche della razza, le sue prerogative e i suoi difetti,
portammo Daphne via con noi. Fra me e lei fu amore a prima carezza,
e quasi per incanto sparirono nella mia famiglia tutte quelle
incomprensioni devastanti e sorse un nuovo e caldo sole.
Il nostro feeling (tra me e Daphne)
era incredibile, non riuscivo a capacitarmi di poter parlare con un
animale e ricevere delle inequivocabili risposte, era un essere
umano travestito da Alano,... che nel giro di pochi mesi aveva
ridato una serenità incredibile alla mia relazione matrimoniale e
colmato un evidente vuoto che si era instaurato nell’ambito
familiare.
Daphne era la custode della famiglia,
mia amante, suggeritrice di mia moglie, angelo custode di mio
figlio, e consigliera ufficiale dei miei suoceri. La nostra vita era
radicalmente stata modificata da un bestione di 70 kg che ci aveva
messo tutti in riga, compreso un pragmatico e freddo calcolatore
come me. La sua passione erano le corse nei campi (la mia casa è
circondata di campi aperti) alla rincorsa delle lepri e dei gatti
(non ne ha mai preso uno, si divertiva solo a corrergli dietro). Era
solita farsi delle passeggiate con i suoi amici (Sam e Titti) a cui
impartiva lezioni di saggezza. Quando andavamo a fare delle
passeggiate in città, lei era sempre al mio fianco e addirittura se
non c’erano persone, camminava al mio fianco anche senza guinzaglio.
Ricordo che una sera d’inverno mi ero messo d’accordo con il mio
bambino e ad un certo punto mentre tutti e tre camminavamo nella
stessa direzione senza che Daphne fosse legata, mio figlio si voltò
e cominciò a camminare verso la direzione opposta alla mia, mentre
io continuavo ad andare avanti. Lei si fermò, fece un paio di passi
verso di me, pianse un secondo e si fiondò al fianco di mio figlio
cercando di farlo fermare; lui però continuò a camminare e Daphne
decise allora di stare al suo fianco, aveva capito che tra i due
quello da proteggere era sicuramente lui. !!!
Quando andavamo a spasso per la
città, in mezzo alla gente, la sensazione che avevamo io e mia
moglie era quella che fosse lei a mostrare noi, fosse lei a portare
a spasso noi e non il contrario: eravamo i suoi padroni da mostrare.
Credetemi, non sono pazzo o mezzo rincretinito, ma era proprio
così!!
Quando andavamo dal veterinario per i
controlli di routine, si metteva a disposizione del dottore,
fornendo tutte le attenzioni del caso e collaborando attivamente:
una cosa incredibile.
Poi,
giunse il 7 febbraio 2009, un pomeriggio di un normalissimo sabato
dove io, la mia cucciolona, e i suoi due amici (Sam e Titti)
eravamo in fase “ricerca della lepre e suoi simili, con preferenze
feline”; un maledetto sabato! La battuta di “caccia” era ormai
giunta al termine, non aveva dato risultati eclatanti, avevano solo
fatto spaventare qualche colombo e un paio di fagiani, finché, in
lontananza si intravide sotto un robusto albero un bel gattone
rosso, ........tutti alla carica......ma dopo circa 20 metri di
corsa la mia Bambina si accascia improvvisamente e irrimediabilmente
resta immobile; il suo cuore non batte, non respira! Immediatamente
ho diagnosticato un infarto, preso il cellulare ho chiamato subito
il veterinario, ho cercato di rianimarla, le ho fatto una specie di
respirazione, ma non c’è stato nulla da fare.......... ci aveva
lasciati per sempre. Non sto a raccontare la mia disperazione e il
mio stato d’animo, ma era come se mi fosse passato sopra un treno,
passato e ripassato. Non ero pronto, sapevo che la razza non era
particolarmente longeva, ho sempre saputo che in certi momenti
bisogna essere forti e prendere le decisioni per il bene
dell’animale e la sua non sofferenza, ma non avevo mai e poi mai
preso in considerazione che avesse potuto lasciarci così
all’improvviso: non ero assolutamente pronto. Aveva solo 4 anni e
mezzo, era sana, tranquilla, e docile come sempre. Era Daphne, un
componente della mia famiglia, un animale incredibilmente mansueto,
mastodontico....ma soprattutto affettuoso. Un animale dotato di
rara intelligenza, che ci ha accompagnato in questi anni dando a me
e alla mia famiglia uno straordinario supporto vitale. Un cane di un
affettuosità e di una lealtà incredibili, che ha saputo restituire
tutto l'amore che abbiamo dato a lei.
Annullati tutti gli impegni di lavoro
per una settimana, non facevo altro che pensare a lei, a guardare
foto e filmati, telefonare a destra e sinistra (sicuramente avrò
chiamato anche qualcuno di voi) per avere spiegazioni, conforto,
finché una mattina decisi di andare a trovare la proprietaria di
Anacleto, il papà della mia cucciolona, e li, oltre ad Anacleto ho
trovato anche la nonna della mia Bambina (aveva superato i 10 anni,
Nonna Babette). Silvana, (la proprietaria dei due parenti) mi chiese
se volevo vedere dei cuccioli appena nati, le dissi di si senza
alcuna consapevolezza, forse anche per non mancarle di rispetto
visto che era colpita e cercava di confortarmi come poteva. Il papà
era il suo Nanetto (il più bell’ alano arlecchino che abbia mai
visto) e la femmina era una mantel di un suo amico, proprio come la
mia cucciola. Erano nati 7 topolini, 2 femmine e 5 maschi, ma,
sebbene incredibilmente belli, non avevano placato il mio
grandissimo dispiacere......per la cronaca non me ne fregava niente,
io volevo morbosamente solo la mia Daphne.
Tornai a casa, era l’una, e senza
pranzare mi buttai sul letto, per riposare un oretta (d’altronde
avevo degli occhi talmente gonfi di lacrime che sembravo un mostro).
Io generalmente non sogno mai, o per dirla in maniera scientifica,
anche se sogno non ricordo mai l’evento appena sveglio. Stavolta no!
Ho sognato la mia Daphne, ma non l’avevo riconosciuta ; era distesa
come era solita stare lei su un fianco, insieme ad un altro alano,
al bordo di un campo di calcio (io non vado mai allo stadio e mio
figlio gioca solo a basket) . Non feci caso a quei due cani e
pertanto ero diretto verso la parte opposta alla loro, ma
improvvisamente mi sentii chiamare, “Flavio, Flavio”, io mi voltai
ma non vedendo nessuno ripresi il cammino, ma nuovamente la voce
“Flavio, Flavio, sono io, Daphne, non mi riconosci? Dai dai vieni
qui!” A questo punto non capii più niente ma il mio sguardo si
rivolse verso quei due animali che erano li a circa 30 metri da me,
e riconobbi immediatamente la mia cucciolona che nel frattempo si
era alzata. Corsi da lei dicendole, “ma come, siamo stati insieme
tutti questi anni e non mi hai mai parlato, ma tu sai parlare,
perché te ne sei andata, torna a casa da me” (intanto ero nuovamente
scoppiato a piangere). Lei mi rispose: “ stai attento Flavio alle
parole che adesso ti dico, io non posso tornare, io sono una dei
capi degli angeli e siccome nella tua famiglia le cose non stavano
andando come dovevano, sono arrivata io. Adesso voi non avete più
bisogno di me, o meglio, devo andare ad aiutare una nuova famiglia
che è molto più bisognosa di quanto lo siate voi. Tu prenderai un
nuovo alano, sarà sempre un angelo, un gradino più in basso di me
nella scala gerarchica, ma sempre un angelo; io parlerò sempre con
questo angelo e gli dirò quello che deve fare, gli starò accanto
quando potrò, per farmi raccontare le vostre follie e il vostro
amore. Adesso però finiscila con tutta questa disperazione e
rialzati”.
Non
feci in tempo ad abbracciarla che mi svegliai improvvisamente, e
volai dalla Silvana, osservai bene i cuccioli, mi feci scegliere e
le prenotai una cuccioletta dolcissima, una arlecchina dal manto
molto bianco, a cui io e la mia Famiglia abbiamo dato il nome di
Angel. Mancando circa 3 settimane alla data di consegna, abbiamo
cominciato a frequentare abitualmente la casa di Silvana, per vedere
le performance della nostra nuova Bambina, e, udite udite, abbiamo
preso anche un secondo cucciolo, un fratellino di Angel, timido e
riservato, un platten con una grande macchia a forma di cuore; ed è
arrivato pertanto nella nostra casa anche Artù.
Ricapitolando nella nostra casa
adesso ci sono : Angel, Artù, Sam, Titti e lo spirito ineguagliabile
del capo degli Angeli : Daphne!
Un caro saluto a tutti.
Flavio |