ALANISTI - ONLINE      

Alano dalla A alla Z

  Webmaster Ciro Spinella

   pagine visitate dal 15.02.05 Hit Counter

 

LA STORIA DI DAPHNE

Sono Flavio e con la presente vi racconto la storia della mia Daphne in quanto sono rimasto piacevolmente colpito dall’adesione e dallo spirito amorevole che tutti i vostri iscritti hanno per questa razza.

E partiamo, effettuando prima una doverosa premessa: sono una persona schiava del lavoro, esattamente come sono schiavo della famiglia; sono un imprenditore rampante, considerato da quasi tutti freddo e cinico, laico, amante delle auto potenti e delle belle cose che questa nostra vita offre,  pertanto questa mia storia è il frutto di una verità senza alcun fronzolo artistico.

Finalmente nel 2004 abbiamo terminato la nostra splendida casa che ci siamo fatti costruire a nostra immagine e somiglianza su un terreno di circa 4000mq.  Quando giunse il momento di entrarvi, un signore dall’aria burbera e scontrosa fece capolino nella nostra vita, entrando nel negozio di mia moglie per effettuare l’attivazione di un utenza telefonica. Marilena, presi i documenti per espletare l’operazione, si accorse che il “Burbero” abitava nella nostra stessa via e cominciò così un dialogo a 360 gradi. E indovinate un po’, la sua Kira, uno splendido alano nero, aveva avuto 11 meravigliosi cuccioli dopo l’accoppiamento con Anacleto, un altro meraviglioso alano nero di proprietà di Silvana Marcolina. Mia moglie a questo punto gli disse che stavamo andando a vivere in una casa tutta nostra, insieme ai miei suoceri e ai suoi 2 meticci (Sam e Titti), e che saremmo passati a vedere i suoi Bambini che ormai avevano 2 mesi e mezzo.

Il nostro matrimonio durava ormai da 10 anni, e come accade spesso, era stato assalito da un po’ di routine che svolge spesso una funzione disgregatrice dell’affiatamento di coppia; forse non eravamo proprio alla frutta, ma sicuramente avevamo finito la seconda portata.  

La sera stessa, io, Marilena e mio figlio di 7 anni andammo a trovare il signore e qui successe l’imponderabile!  Subimmo l’attacco dolce di 11 cucciolotti vogliosi di carezze e pronti a dare tutto, e fummo immediatamente scelti da una tipetta, con la classica puzza sotto il naso.....una mantel di rara bellezza che rispondeva al nome di Daphne.  Ed è esattamente quello che ho scritto, non fummo noi a scegliere lei, ma fu lei a decidere che dovevamo essere suoi (più avanti capirete il perché)!!!

Inutile dirvi che la sera stessa, senza conoscere minimamente le caratteristiche della razza, le sue prerogative e i suoi difetti, portammo Daphne via con noi. Fra me e lei fu amore a prima carezza, e quasi per incanto sparirono nella mia famiglia tutte quelle incomprensioni devastanti e sorse un nuovo e caldo sole.

Il nostro feeling (tra me e Daphne) era incredibile, non riuscivo a capacitarmi di poter parlare con un animale e ricevere delle inequivocabili risposte, era un essere umano travestito da Alano,... che nel giro di pochi mesi aveva ridato una serenità incredibile alla mia relazione matrimoniale e colmato un evidente vuoto che si era instaurato nell’ambito familiare.

Daphne era la custode della famiglia, mia amante, suggeritrice di mia moglie, angelo custode di mio figlio, e consigliera ufficiale dei miei suoceri. La nostra vita era radicalmente stata modificata da un bestione di 70 kg  che ci aveva messo tutti in riga, compreso un pragmatico e freddo calcolatore come me. La sua passione erano le corse nei campi (la mia casa è circondata di campi aperti) alla rincorsa delle lepri e dei gatti (non ne ha mai preso uno, si divertiva solo a corrergli dietro). Era solita farsi delle passeggiate con i suoi amici (Sam e Titti) a cui impartiva lezioni di saggezza. Quando andavamo a fare delle passeggiate in città, lei era sempre al mio fianco e addirittura se non c’erano persone, camminava al mio fianco anche senza guinzaglio. Ricordo che una sera d’inverno mi ero messo d’accordo con il mio bambino e ad un certo punto mentre tutti e tre camminavamo nella stessa direzione senza che Daphne fosse legata, mio figlio si voltò e cominciò a camminare verso la direzione opposta alla mia, mentre io continuavo ad andare avanti. Lei si fermò, fece un paio di passi verso di me, pianse un secondo e si fiondò al fianco di mio figlio cercando di farlo fermare; lui però continuò a camminare e Daphne decise allora di stare al suo fianco, aveva capito che tra i due quello da proteggere era sicuramente lui. !!!

Quando andavamo a spasso per la città, in mezzo alla gente, la sensazione che avevamo io e mia moglie era quella che fosse lei a mostrare noi, fosse lei a portare a spasso noi e non il contrario: eravamo i suoi padroni da mostrare. Credetemi, non sono pazzo o mezzo rincretinito, ma era proprio così!! 

Quando andavamo dal veterinario per i controlli di routine, si metteva a disposizione del dottore, fornendo tutte le attenzioni del caso e collaborando attivamente: una cosa incredibile.

Poi, giunse il 7 febbraio 2009, un pomeriggio di un normalissimo sabato dove io,  la mia cucciolona, e i suoi due amici (Sam e Titti) eravamo in fase “ricerca della lepre e suoi simili, con preferenze feline”; un maledetto sabato! La battuta di “caccia” era ormai giunta al termine, non aveva dato risultati eclatanti, avevano solo fatto spaventare qualche colombo e un paio di fagiani, finché, in lontananza si intravide sotto un robusto albero un bel gattone rosso, ........tutti alla carica......ma dopo circa 20 metri di corsa la mia Bambina si accascia improvvisamente e irrimediabilmente resta immobile; il suo cuore non batte, non respira! Immediatamente ho diagnosticato un infarto, preso il cellulare ho chiamato subito il veterinario, ho cercato di rianimarla, le ho fatto una specie di respirazione, ma non c’è stato nulla da fare.......... ci aveva lasciati per sempre. Non sto a raccontare la mia disperazione e il mio stato d’animo, ma era come se mi fosse passato sopra un treno, passato e ripassato. Non ero pronto, sapevo che la razza non era particolarmente longeva, ho sempre saputo che in certi momenti bisogna essere forti e prendere le decisioni per il bene dell’animale e la sua non sofferenza, ma non avevo mai e poi mai preso in considerazione che avesse potuto lasciarci così all’improvviso: non ero assolutamente pronto.  Aveva solo 4 anni e mezzo, era sana, tranquilla, e docile come sempre. Era Daphne, un componente della mia famiglia, un animale incredibilmente mansueto, mastodontico....ma soprattutto affettuoso. Un animale  dotato di rara intelligenza, che ci ha accompagnato in questi anni dando a me e alla mia famiglia uno straordinario supporto vitale. Un cane di un affettuosità e di una lealtà incredibili, che ha saputo restituire tutto l'amore che abbiamo dato a lei.

Annullati tutti gli impegni di lavoro per una settimana, non facevo altro che pensare a lei, a guardare foto e filmati, telefonare a destra e sinistra (sicuramente avrò chiamato anche qualcuno di voi) per avere spiegazioni, conforto, finché una mattina decisi di andare a trovare la proprietaria di Anacleto, il papà della mia cucciolona, e li, oltre ad Anacleto ho trovato anche la nonna della mia Bambina (aveva superato i 10 anni, Nonna Babette). Silvana, (la proprietaria dei due parenti) mi chiese se volevo vedere dei cuccioli appena nati, le dissi di si senza alcuna consapevolezza, forse anche per non mancarle di rispetto visto che era colpita e cercava di confortarmi come poteva. Il papà era il suo Nanetto (il più bell’ alano arlecchino che abbia mai visto) e la femmina era una mantel di un suo amico, proprio come la mia cucciola. Erano nati 7 topolini, 2 femmine e 5 maschi, ma, sebbene incredibilmente belli, non avevano placato il mio grandissimo dispiacere......per la cronaca non me ne fregava niente, io volevo morbosamente solo la mia Daphne.

Tornai a casa, era l’una, e senza pranzare mi buttai sul letto, per riposare un oretta (d’altronde avevo degli occhi talmente gonfi di lacrime che sembravo un mostro). Io generalmente non sogno mai, o per dirla in maniera scientifica, anche se sogno non ricordo mai l’evento appena sveglio. Stavolta no! Ho sognato la mia Daphne, ma non l’avevo riconosciuta ;  era distesa come era solita stare lei su un fianco, insieme ad un altro alano, al bordo di un campo di calcio (io non vado mai allo stadio e mio figlio gioca solo a basket) . Non feci caso a quei due cani e pertanto ero diretto verso la parte opposta alla loro, ma improvvisamente mi sentii chiamare, “Flavio, Flavio”, io mi voltai ma non vedendo nessuno ripresi il cammino, ma nuovamente la voce “Flavio, Flavio, sono io, Daphne, non mi riconosci? Dai dai vieni qui!” A questo punto non capii più niente ma il mio sguardo si rivolse verso quei due animali che erano li a circa 30 metri da me, e riconobbi immediatamente la mia cucciolona che nel frattempo si era alzata. Corsi da lei dicendole, “ma come, siamo stati insieme tutti questi anni e non mi hai mai parlato, ma tu sai parlare, perché te ne sei andata, torna a casa da me” (intanto ero nuovamente scoppiato a piangere). Lei mi rispose: “ stai attento Flavio alle parole che adesso ti dico, io non posso tornare, io sono una dei capi degli angeli e siccome nella tua famiglia le cose non stavano andando come dovevano, sono arrivata io. Adesso voi non avete più bisogno di me, o meglio, devo andare ad aiutare una nuova famiglia che è molto più bisognosa di quanto lo siate voi. Tu prenderai un nuovo alano, sarà sempre un angelo, un gradino più in basso di me nella scala gerarchica, ma sempre un angelo; io parlerò sempre con questo angelo e gli dirò quello che deve fare, gli starò accanto quando potrò, per farmi raccontare le vostre follie e il vostro amore. Adesso però finiscila con tutta questa disperazione e rialzati”.

Non feci in tempo ad abbracciarla che mi svegliai improvvisamente, e volai dalla Silvana, osservai bene i cuccioli, mi feci scegliere e le prenotai una cuccioletta dolcissima, una arlecchina dal manto molto bianco,  a cui io e la mia Famiglia abbiamo dato il nome di Angel. Mancando circa 3 settimane alla data di consegna, abbiamo cominciato a frequentare abitualmente la casa di Silvana, per vedere le performance della nostra nuova Bambina, e, udite udite, abbiamo preso anche un secondo cucciolo, un fratellino di Angel, timido e riservato, un platten con una grande macchia a forma di cuore; ed è arrivato pertanto nella nostra casa anche Artù.

Ricapitolando nella nostra casa adesso ci sono : Angel, Artù, Sam, Titti e lo spirito ineguagliabile del capo degli Angeli : Daphne!  

Un caro saluto a tutti.

Flavio                

<<< INDIETRO


Inviare un messaggio ad alanisti-online per eventuali errori, omissioni o domande inerenti le pubblicazioni su questo sito web !
Copyright 2008-2015 Alanisti-Online - sito Web ideato e realizzato da
Ciro Spinella - tutti i diritti riservati - Tutto il materiale di questo sito è proprietà di "alanisti-online" !
E' vietata la riproduzione anche parziale senza il consenso dell' autore. Risoluzione consigliata 1024 x 768