ALANISTI - ONLINE      

Alano dalla A alla Z

  Webmaster Ciro Spinella

   pagine visitate dal 15.02.05 Hit Counter

 

LA STORIA DI LONA

 

“GINGER BLUES

(detta Lona)

 

Iniziamo da qui…. 11 maggio 2002…sono sul sedile di dietro della macchina e tengo stretta a me una cucciola di due mesi che inizia piangere e sentire che qualcuno la sta portando via dal suo mondo, dai suoi cari. Mi si sta spezzando il cuore, anche se solo in parte posso intuire la paura che sta provando.

Cosi’ l’accarezzo la stringo piu’ forte e la rassicuro con parole che mi sgorgavano naturali dal cuore…” tranquilla cucciola da oggi in poi per noi sara’ l’inizio di una nuova vita, e io farò tutto il possibile per aiutarti a crescere felice ed in salute.

 

L’allevamento si allontanava e lei non smetteva di rimanere in contatto con la sua vecchia casa. Guardando con occhi vitrei e spaventati le immagini che scorrevano dal finestrino.

Nel frattempo io cercavo di ripassare mentalmente la lezione intensiva su cornetti, dosi mangime, integratori, bisogni, relax dopo i pasti, pisolini, il fatto non farle fare le scale per tanti mesi.

Ero in piena fibrillazione non mi sembrava vero, stavo portando a casa il sogno di una vita, era il mio ventinovesimo compleanno e gia’ sognavo questo momento a 15 anni.

 

Quando arriviamo a casa, Lona, come l’avevamo chiamata in famiglia scende dalla macchina e ancora un po’ spaventata incomincia ad annusare in giro. Io guardo la faccia sorridente e divertita di il mio babbo che forse assaporava come me questo momento da diversi mesi, e lascio scorrere i miei occhi sullo scoglio piu’grande il volto contratto in una smorfia della mamma, la quale assomigliava, la mia stupenda cuccioletta, a Golum del Signore degli anelli, e non riusciva a staccare la mira dalla dimensione delle zampe, che solo in parte, profetizzavano lo spazio futuro che Lona avrebbe occupato.

 

C’è da dire che presi la decisione di farmi quest’immenso regalo in un periodo personale molto difficile. Diciamo che per vari fattori avevo scelto di stare vicino alle persone sbagliate per me e n’era venuto fuori un vero disastro, ovvero un pesante crollo della personalità che si ribellava e chiedeva aiuto attraverso imbarazzantissimi attacchi di panico e crisi varie.

 

Avevo bisogno di distrarmi da quella sabbia mobile che ero diventata e il prendermi cura di qualcuno mi sembrava un’ottima idea. sicura che quello che era ancora integro della mia personalità era un forte senso del dovere e quindi una volta assunto l’impegno non mi sarei tirata in dietro. Comunque avevo una lista completa di punti a mio favore quali: potevo permettermela perché non avevo altri sfoghi tipo ferie, discoteche ecc…(stavo conducendo una specie di vita di clausura) e lavorando in proprio avrei potuto tenerla sempre vicino a me, possedevo sia spazio all’esterno che all’interno per cui lei sarebbe stata libera di scegliere ciò che preferiva.

 

Ho cercato di fare le cose nel miglior modo possibile dall’inizio, forse la paranoia, la pignoleria, la paura di lasciare anche la minima cosa al caso, facevano parte della stessa patologia che mi accompagnava…fatto sta che prima di decidere di andare in allevamento ho fatto scorta di tutte le letture che trovavo sul tema seminandole anche scrupolosamente per casa, per non prendere alla sprovvista nessuno ed ho cercato contatti con cinofili della zona che m’illustrassero i vari problemi.

Tutti sembravano volermi distogliere dal mio fine, ma anche se ogni tanto crollavo poi questo desiderio risaliva forte dentro di me. Fino ad una domenica, quando a Pesaro, ad una mostra, incontro una bella coppia di signori di Jesi accompagnati da una bellissima femmina nera, di nome Asia, i quali gentilmente rispondono a tutte le mie domande.

Saranno poi stressati dalla sottoscritta, anche in seguito per aiutarmi in un acquisto che poi per l’ansia del momento mando in fumo. …infatti, prima di trovare la mia patatona, ho fatto arrabbiare un paio d’allevatori. L’ho detto ero un po’ paranoica e vedevo fregature a destra e a manca. Avevo questa forma di prudenza patologica.

 

Successivamente scopro un'altro allevamento vicino a casa, lo cercavo nei dintorni, perché volevo un allevatore che mi seguisse, dato che era saltato fuori che si trattava di una razza tanto delicata.

Mi metto in contatto con la titolare e mi dice che ha proprio una cucciolata di marzo che potrà far uscire in maggio, NO ooo!!! cascava a fagiolo col mio compleanno.!!!

 

Nel frattempo conosco l’allevatrice e ci scambiamo domande e risposte reciproche, quindi in base alla situazione al luogo dove dovrà vivere tenta di scegliermi una femmina col labbro meno accentuato, dicendo che questo avrebbe  limitato un po’ la sbavatura e la trazione verso il basso della palpebra. Tutto il resto sembrava a posto.

 

Due mesi sono lunghi da aspettare… e dopo un mese chiedo all’allevatrice se posso andare a vederla, e lei naturalmente accetta.

Avevo sentito più volte la storia del colpo di fulmine fra il cagnolino e il suo futuro compagno umano, dove si  lascia intendere che nella scelta non si può  sbagliare, perché e’ il cucciolo che col suo cuore puro ed un istinto che  noi, invece, abbiamo soffocato, ti viene in contro e ti sceglie, quindi ero tutta aperta a questo fantastico momento.

 

Mi affaccio emozionata al box dove una bella mamma arlecchino  ci viene in contro col suo mucchio di  botoli rotolanti, tutti si alzano alla rete per odorarci e io cerco questo sguardo più forte  che mi dicesse: “ hei!!!sono io guardami”. Ma..sinceramente….mi sembravano tutti uguali….alzo gli occhi sulla  padrona di casa, e vedo che strige gli occhi e  inizia a contare e…indovinate chi mancava all’appello?

Praticamente l’unica a cui non importava niente di venirmi a conoscere era proprio la mia “eletta”, che arrivò in un secondo momento tutta assonnata e probabilmente scocciata, simulando un entusiasmo nel passo che le veniva spronato da una morbida e  ritmica spintina del piede dell’allevatrice sul sederino.

Bhe!! non era l’incontro che avevo in mente, ma io mi rigiro tutto a favore, e decisi che  quest’episodio l’aveva in qualche modo distinta dagli altri, che, invece, mi sembravano tutti uguali.

Non fa una piega vero?

 

…comunque ritorniamo al nostro arrivo a casa, era per fortuna  una bellissima giornata di sole, cosi Lona ebbe la possibilità di annusare e perlustrare ogni angolo dove io la portavo perché era già la mia ombra.

Al piano superiore dove lavoravo le avevo preparato una stanza solo per lei con le ciotole Il materassino, etc…

Presto scopriamo che lei di passare anche mezzo minuto  da sola non ne vuole sapere.

 

Quando scendiamo per mangiare iniziamo a sentire da sotto delle galoppate e dei pianti che ci richiamano subito al piano superiore, aveva naturalmente gia battezzato il materassino, il pavimento, etc…distribuendo quel quantitativo esagerato di roba  che era riuscita ad espellere per tutta la sua camera ed il corridoio. Ma quando ci vede piena di gratitudine mi ribalza addosso, dal sollievo nel rivedermi.

Passiamo il pomeriggio con altri tentativi ma niente, decidiamo però che  la notte deve imparare a trascorrerla da sola nella sua stanza.

Alla sera crollo nel mio letto e poi nel sonno incomincio a sentire delle galoppate come di una mandria impazzita e degli urli che non assomigliavano ne, a latrati ne, ad ululati, quello che raggiungeva le mie orecchie ed il mio stomaco era il suono della disperazione, … deglutisco…., mi alzo,….. vado in corridoio dove  incontro mio babbo, già con un’idea in testa, “…In soffitta abbiamo dei vecchi materassi, ne prendiamo uno, lo mettiamo per terra e dormite insieme di sopra. Prenditi su il piumino.!”

 

Andiamo su per questa missione e quando ci vede la piccola non sta nella gioia, la porto giù in braccio a fare i bisogni poi la riporto su  dove trovo il nostro letto dove trascorrere la notte già pronto.

Ma non era finita…. Non ce ne’eravamo accorti che stava arrivando un gran  temporale. Io e la cucciola non abbiamo chiuso occhio per tutta la notte  a causa del  frastuono che così forte non si era mai sentito e per  la luce dei lampi che illuminava continuamente l’ingresso dove eravamo accampate per la notte.

 

E’ stato un calvario lei non la smetteva di disperarsi e io mi sentivo sempre più incapace nel  consolarla ed in adatta a questo ruolo. Stavo entrando  in un post Partum, forse  ?

La  mattina dopo alle 6.  , di  domenica,  con gli occhi sbarrati dall’insonnia, aspetto un’ora decente che non arriva mai, poi chiamo l’allevatrice, le dico che quest’esperienza è più grande di me e voglio riportarla  dalla sua mamma. Dall’altra parte della  cornetta sento una voce fredda e distaccata che mi dice “… ma scusa… cosa pensavi che ti avessi dato un peluche ?

E’ stato uno schiaffone, ma che mi meritavo. Mi ha invitata ad aspettare una settimana almeno, e per fortuna l’ha fatto perché Lona ci ha messo un po’ ad ambientarsi ma forse ero anch’io a dovermi adattare a lei.

In realtà è stato l’inizio di uno splendido ed indimenticabile viaggio insieme.

 

L’indomani mio padre che ha sempre dimostrato una gran voglia di partecipare in questa vita con lei, ci aveva gia sistemato un bel letto castello nella sua cameretta, e per due anni abbiamo dormito insieme  io sopra e lei sotto, ogni tanto però la potevo lasciare, aveva imparato a restare sola, salvo nei periodi delle gravidanze isteriche dove perdeva veramente la ragione e dovevo stare con lei assieme alla fialetta dei fiori di back  Per aiutala e consolarla. Delle volte mi sono sentita anche sua figlia.

In questi due anni ho girato svariati veterinari per riuscire a curare anche i più lievi disturbi che venivano  fuori ma nessuno mi accontentava e soprattutto qualcuno mi sembrava anche molto opportunista e abbastanza inesperto.

 

L’allevatrice mi aveva avvertito, e aveva anche aggiunto di non esitare a contattare lei per ogni cosa perchè probabilmente,  avrebbe saputo darmi consigli più validi data l’esperienza e soprattutto era appoggiata a veterinari che sicuramente conoscevano bene la razza.

Pensate che un veterinario dei miei posti quando andai per la seconda vaccinazione, m’infamò nel vero senso della parola, per non avergliela portata prima, perchè continuava a dire “.. è visibile ad occhio nudo che questo cane è rachitico.”

GULP !!!!! RACHITICO ??????!!!, le fa un mucchio d’esami poi dice che non vanno bene, mi saluta dicendo sei consapevole vero di aver acquistato il cane che campa di meno  in assoluto, e io rispondo si va bè!  ma ci sono anche casi in cui si arrivano ad una bella  età e non è detto che non sia il suo caso. NON GUFIAMO PER FAVORE!, comunque mi prescrive dei gran integratori un altro mangime e dice che bisogna vedere il risultato degli esami.

 

Prendo l’appuntamento in allevamento per portare oltre la  rachitichina, e quando la vedono, la trovano semplicemente e solo lievemente in sottopeso. Infatti io mi attenevo scrupolosamente alle dosi per non appesantirla e sapevo che era meglio magra, per non gravare  sull’ ossatura piuttosto che grassa.

Dovevo solo aggiungere un po’ di formaggio alle dosi e si sarebbe rimessa a posto in brevissimo tempo.

Anzi la trovarono molto bella. E mi consigliarono  di portarla in mostra,  una volta raggiunti i mesi giusti.

Io non avevo queste intenzioni, ma mi sembrava una bella alternativa, per passare qualche  domenica.

Andare in mostra con lei fu  sempre un successo

Infatti nel 2003 ad Ancona ha anche vinto il primo posto in classe giovani.

 

La gloria è durata poco, però,  infatti a due anni le sentiamo come dei grossi fagioli nella gola, la mamma dice “.. ma saranno le tonsille”, la portiamo subito dai veterinari dove finalmente mi ero appoggiata.

Subito ci spiegano che si trattava di ghiandole linfatiche e ci insegnano a sentite tutte le altre distribuite nel corpo.

Poi procedono con un ago spirato, nel responso del quale, si consiglia di procedere con una biopsia.

E dopo un po’ di giorni, mi arriva quella maledetta telefonata.

Si trattava di un  linfoma plasmacistico per dirla in termini medici, e  dovevano stabilire di  quale natura fosse per determinare il tipo di cura da fare.

 

I veterinari mi hanno subito messo di fronte al fatto che il costo degli esami con cui proseguire sommato a quelli già fatti sarebbe stato alto,  ma che mi sarebbero venuti in contro in qualche modo, e poi la cura che sarebbe andata in base al peso avrebbe a sua volta inciso sul costo totale, senza assicurare la vita della nostra  adorata Lona.

 

Urgeva una riunione di famiglia.   

Esito, tutti avremmo fatto il possibile per aiutarla  a sopravvivere e mi sarebbe arrivato un aiuto economico anche dai miei,.iniziammo così il protocollo della chemioterapia.

 

La prima telefonata della veterinaria col responso della biopsia era stata per me come una lama di pugnale che ti squarcia dalla testa ai piedi. Infatti grazie alla mia cucciola ero riuscita a  fare una bella  pulizia nella mia vita, avevamo eliminato  tutti quelli da cui mi ero lasciata annullare, il lavoro ci era venuto così  bene, che eravamo restate noi due sole, ma felici come poche e non potevo accettare che uno schifo di malattia me la portasse via, così giovane.

 

In realtà con la cura Lona non perse la sua esuberanza, anzi vi dirò di più, non vedeva l’ora di andare a fare la chemio , in ambulatorio saltava quasi da sola sul lettino a prendersi tutte le coccole,  in particolare di una delle veterinarie che lei adorava.

 

Andammo avanti così per 6 mesi, che in realtà erano quelli che le avevano dato come speranza di vita, poi la reazione era così ottima che provarono a sospendere per vedere se si erano bloccate le cellule tumorali, invece tutto ricomparve perché era una forma recidiva, però da una volta a settimana di flebo,  eravamo passati a 10 gg., Poi 15, poi 20,  fino ad arrivare ad un mese.

 

Nel frattempo mi sono innamorata  ho spiegato al mio lui che con me viveva questo essere meraviglioso, che per me era importantissima e qualunque decisione l’ avrei presa calcolando anche la sua presenza, e che semplicemente vivendo vicino a me sarebbe vissuto anche con lei. Quindi ho cercato di farli avvicinare ed affezionare, non  è stato amore a prima vista perchè non si trattava esattamente di un amante degli animali, in più a quella dispettosa è sempre piaciuto spaventare a morte quelli che avevano paura. Faceva delle recite pazzesche nei panni del  cane feroce, quando in realtà era una gran coccolona e anche un po’ fifona.

Ma all’occorrenza  mi sentivo tranquilla perchè anche se non ce né mai stato bisogno  lei avrebbe preso le difese di chiunque.

Non dico chiunque a caso, bastava farsi parte sottomessa per richiamare il suo aiuto, era come Gandhi, professava la non violenza. Non tollerava che qualcuno  alzasse solo  un dito o la voce verso qualcun altro.

Prima ti  avvertiva brontolando poi se non capivi si faceva intendere in un altro modo.

 

Ormai le medicine e le flebo erano state metabolizzate nella nostra vita, come una prassi normale, e non pensavamo più alla morte, io personalmente pensavo che grazie alle cure, lei sarebbe vissuta così energica e felice ancora per lungo tempo.

 

Ma un giorno durante una delle nostro passeggiate, trovo delle tracce di  sangue nella pipi della Lona.

Mi prendo un colpo, in un attimo  riaffiora tutta la paura che in tre anni avevo rimosso.

I veterinari mi dicono che non è niente, forse una lieve cistite, poi viene fuori che  fra gli effetti collaterali di uno dei farmaci che prende c’e’ propri la cistite.

 

Partiamo con gli antibiotici  specifici ma non servono a niente col tempo le teniamo in osservazione la vescica con delle ecografie, si formano come dei grumi che aumentano piano piano la loro massa, infatti incomincia ad espellere anche dei tessuti. Tutti sono d’accordo sul fatto che non è il caso di operare perché se fosse stato qualcosa di maligno la cura era già quella che stava facendo e se si trattava invece di un peggioramento della cistite gli antibiotici che prendeva erano l’unica cosa da fare.. Era meglio non rischiare con interventi in questo caso più pericolosi che utili.

Ceraci  una conferma anche dai veterinari dell’allevamento. E la trovai.

 

Restai a guardare la situazione che peggiorava con la sensazione che non era possibile non trovare una soluzione. I veterinari  dissero anche  che ci sono casi di cani che campano anni perdendo sangue nelle urine.

Comunque lei stava sempre cenone, sembrava non dare peso a tutti gli “acciacchi” della sua salute.

 

Poi una sera di Gennaio, eravamo sole e capita il primo episodio paranormale, ero bloccata sul divano anch’io in preda una forte cistite,  che non potevo curare a causa della gravidanza, mi chiedevo se si fosse accorta che dentro di me cresceva una vita, mi chiedevo come l’avrebbe accettato, ecc.. poi lei si alza e viene da me ed incomincia  a strisciare il muso, poi  tutta la testa e poi anche il collo,  sulla mia pancia e va avanti per un a serie  interminabile di minuti, tanto che io colpita da questa dolcezza che superava le sue effusioni normali scoppio a ridere e  dico “ma Lona cosa fai??” Lei continuava ancora più forte poi ad un certo punto si ferma mi guarda mi si avvicina muso a muso poi fa un cenno uno sbuffo come di soddisfazione e se ne torna al suo posto dove si rimette a  sognare.

Ci potete credere o no da quel giorno mi e’ scomparsa la cistite che mi faceva stare male dall’inizio della gravidanza mentre invece Lona ha avuto un crollo repentino nella sua salute.

 

Io non potevo fare sforzi così i miei l’hanno dovuta caricare sul furgoncino per portarla a fare una eco per vedere cosa era peggiorato dentro di lei. E hanno scoperto che  l’intestino era oc, lo stomaco pure il cuore ottimo, un rene perfetto, la vescica invece era così piena di tutte queste masse che andava ad ostruire l’altro rene, causando dei reflussi d’urina. Sotto ecografia  hanno siringato tutto il liquido che non poteva espellere diversamente, le hanno fatto una flebona d’antibiotici e cortisone, una volta a casa piano piano si e’ ripresa.

La mia patatona era incredibile, aveva una sopportazione del dolore fuori del normale. Infatti nell’ora di pranzo del giorno dopo, sentiamo il suo inconfondibile BHU!!! sotto la finestra della cucina : che significa “FORZA lanciatemi il mio panino.”

 

La razione di pane secco La resuscitava da ogni oblio.

A quel bhu ! siamo corsi tutti alle finestre dai piani differenti in cui viviamo col cuore che scoppiava di felicità,

per verificare se quello che vedavamo udito era vero.

Era vero!!! la nostra Lona si era rialzata e come prima ci guardava tutti con i suo bellissimi occhi castani dalle sfumature dorate, l’orecchio un po’ abbassato,  il muso in su e la lingua  penzoloni, mentre ci diceva mi e’ venuta fame e’ ora della mia razione!

Non credevamo ai nostri occhi e tutti siamo corsi su piani diversi alle nostra dispense per procurarle la sua razione gridando, “la Lona si e’ alzata e’ tutto passatoooo!!!

 

Il giorno dopo e’ riprecipitato  il tutto. Per due settimane l’abbiamo accudita giorno e notte senza interruzione, omogeneizzati carne in scatola antibiotici,  non riusciva più ad alzarsi lei non voleva  ma alla fine si e’ arresa e ha incominciato a fare i suoi bisogni che in beltà erano solo grumi di sangue perchè il resto non riusciva più ad uscire, sul suo divano  sopra a teli che le venivano cambiati più volte durate la giornata e la notte per farla stare asciutta. La giravamo anche per non farla indolenzire schiacciata dal suo peso sempre da un lato. Era diventata scheletrica gli ultimi due giorni non volva più mangiare e io non insistevo tanto poteva liberarsi era meglio non gonfiarla, ma cercava l’acqua la cercava sempre con la lingua, tirava su il suo testone di velluto per bere nella ciotola e faceva il gesto per molti minuti ma l’acqua non calava perchè non riusciva a deglutire, sono andata giù nella sua gola con una mano e ho scoperto che era tutta bloccata da una pasta bianca non so se era saliva  o qualcos’altro ma non si liberava, cercavo di tenerle il naso, la lingua e le gengive umide con una salvietta sempre imbevuta d’acqua sperando di recarle un po’ di sollievo.

 

Poi un mattina presto, ci siamo trovati tutti lì e mio babbo ha incominciato a dire che eravamo crudeli che erano egoisti e avremmo dovuto farla addormentare. Io cercavo di prendere tempo sperando in un miglioramento.

Poi  abbiamo preso la decisione ma abbiamo chiesto ai veterinari che l’avevano curata in questi 3 anni se potevano venire loro perchè preferivamo che si fosse addormentata nella sua casa vino a noi. Proprio quel giorno nessuno dei due poteva venire ma proposero un sostituto che non avevamo mai visto. Allora ci facemmo prescrivere degli antidolorifici per farla arrivare col minimo dolore fino al giorno dopo, perchè   non volevamo che uno sconosciuto la aiutasse a morire. Su questo c’era stato un tacito accordo fra noi

 

Poi arrivò  quella mattina del 31 gennaio 2007 che io ho battezzato come il giorno più schifoso della mia vita, ho passato con lei qualche ora della notte precedente e tutta la mattina tenendo le sue zampe davanti, sulle mie gambe  accarezzandola ininterrottamente e lei c’era, non stava andando in coma, come dicevamo, perchè se smettevo lei allungava la zampa ancora ingorda a cercare le mie carezze.

Da fuori si sentivano dei rumori di falegnameria mio babbo aveva tirato fuori i suoi arnesi tagliava segava, avvitava, aveva deciso di farle una bella cassa dignitosa dove riposare.

Nel frattempo io le parlavo e le dicevo di stare tranquilla che ci saremo riabbracciate e piangevo.

 

All’arrivo di  mia mamma, scappo, vado in oreficeria e prendo una medaglietta a forma di cuore di quelle che ci si regala fra innamorati, quelle che   si spezzano a metà . torno a casa e con determinazione incido con  un punteruolo le nostre iniziali, poi uno lo lego al suo collo e uno al mio con la promessa che ci ritroveremo un bel giorno.

Lona e’ stesa lì sul suo divano, sembra priva di sensi ma la  cassa toracica si alza e si abbassa.

 

Quando arriva la veterinaria come attraversata da una scossa, con un colpo di reni  si alza quasi seduta, come se avesse visto … boh !!! Non so cosa ! Poi si lascia ricadere. Più in coma di prima.

Data la reazione io penso che sia il caso di annullare tutto,  poi mi dicono che non avrebbe passato la notte, che la reazione era dovuta al fatto che magari la sua voce la conosceva in ambulatorio ma in effetti non era mai arrivata così in casa e probabilmente questo l’aveva allertata.

 

In ogni modo mi vergogno a dirlo, ma mi hanno allontanato per le mie condizioni ed è rimasto lì mio padre che comunque lei adorava  e che sotto mia indicazione non ha smesso di accarezzarle le zampe fino a che il suo cuore non ha smesso di battere….mentre  di sopra dalla disperazione si stava fermando anche il mio…nello stesso momento. Ho sentito il boxer ed il dobermann dei vicini ululare e ho pensato che la stessero salutando.

Tutti abbiamo pianto,  mi hanno detto anche la veterinaria alla fine ha ceduto, l’aveva in cura da così tanto  tempo.

 

Quando mi hanno permesso discendere era già sistemata nella sua cassa e mi sono commossa nel vedere che mia mamma le aveva messo un peluche nuovo per le gravidanze isteriche, allora io ho aggiunto i fiori di back, poi  sempre lei ha pensato alla cosa che adorava di più una bella pagnotta di pane,secchissimo. Poi abbiamo cercato il vecchio pallone da basket col quale giocavamo sempre a calcio. Era il suo da sempre perchè era l’unico che non aveva sfondato.

Poi l’abbiamo coperta con un suo plaid, le ho messo la poesia del “ponte arcobaleno” l’ ho baciata un’ultima volta, e ho lasciato che il babbo andasse via con lei sul luogo della sepoltura. E’ volutamente voluto andare da solo e so che per la strada ha pianto. Sul posto già c’erano degli uomini che  lo aspettavano.

 

Purtroppo a casa non si poteva mettere. E questo per me è un altro fattore di sofferenza. La sono andata a trovare svariate volte dove riposa e mi fa sentire un po’ meglio.

 

Una notte… dopo la sua morte, sono svegliata dall’abbaio profondo e cupo della Lona era inconfondibile e voi lo conoscerete di certo bene come me, prima lo sento di sotto sulla strada, poi lì in camera vicino al letto. E, dico”… non è possibile lei non c’è più.”.

 

L’indomani scopro che mio babbo aveva lasciato la macchina in strada e qualcuno l’aveva rubata.

 

La Lona voleva avvertirmi e io non la sono stata ad ascoltare. Questo era il secondo fatto paranormale. Il terzo è meno para, ma forse più psicologico, tutte le notti vado a dormire sperando di poterla riabbracciare in sogno perchè ho un gran bisogno di lei, mi capita di sognarla, ma una volta in particolare, verso il mattino ero nel dormiveglia, quando mi sono trovata veramente aggrappata a lei nel letto, sentivo l’odore, i peli che scorrevano sotto le mie dita mentre l’accarezzavo  e percepivo  un po’ più di carne sopra a  quelle costole scheletriche, che sporgevano fuori alla fine. lei spingeva il nasone oltre la mia spalla dietro il mio collo così non l’ho vista in faccia.

Ma è stato di un realistico pazzesco, questo è successo a quasi quaranta giorni dalla sua partenza, da allora non l’ho più sognata e mi manca tantissimo..

 

Complimenti a chi è arrivato fino a questo punto. E soprattutto grazie di aver voluto condividere con noi quest’ esperienza.

 

  Beba

<<< INDIETRO


Inviare un messaggio ad alanisti-online per eventuali errori, omissioni o domande inerenti le pubblicazioni su questo sito web !
Copyright 2008-2015 Alanisti-Online - sito Web ideato e realizzato da
Ciro Spinella - tutti i diritti riservati - Tutto il materiale di questo sito è proprietà di "alanisti-online" !
E' vietata la riproduzione anche parziale senza il consenso dell' autore. Risoluzione consigliata 1024 x 768