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Alano dalla A alla Z

  Webmaster Ciro Spinella

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LA STORIA DI DUCA

 

Ricordo come fosse oggi la prima volta che ci siamo guardati negli occhi,lui stava lì in quella gabbietta nel negozio di animali dove non c'era nessuno,ho aperto la gabbia e me lo sono messo in braccio..in quel momento ci siamo consacrati l'uno all'altra.

E' stato Amore all'ennesima potenza per 5 brevissimi anni.

Lo chiamai Duca, perchè anche se era solo uno strufoletto quando l'ho preso con me, io già lo vedevo adulto in tutta la sua fierezza ed in quel nome c'era Lui !

Era dolce, affettuoso, intelligentissimo, sensibile, emotivo.. romantico.

Scendevamo in spiaggia e risalivamo solo dopo il tramonto,che ci godevamo insieme,accoccolati proprio come due fidanzati ed eravamo innamoratissimi, lui sicuramente più di me perchè ancora oggi non mi perdono di averlo dovuto perdere, penso sempre di non essere stata abbastanza attenta a lui, il mio veterinario ancora oggi mi ripete che non avrei potuto fare di più ma mi manca troppo.. abbiamo dovuto farlo addormentare per sempre il 15 febbraio de 2001, in seguito allo sviluppo di un ossosarchioma (tumore alle ossa) sviluppatosi nel polso sinistro.

Ho desistito fino a che ho potuto,poi mi sono resa conto che continuavo a tenerlo in vita solo per non soffrire (..ed avevo ragione!).

Era vispo, ancora vitale, mangiava, giocava ma faceva fatica ormai a camminare, soffriva tanto che dovevo somministrargli antidolorifici più volte al giorno.

Alla fine ho cercato una femmina per farlo accoppiare e tenere un suo figlio ma senza successo, oggi ho paura a prenderne un altro perchè ho sofferto troppo.

Il veterinario mi disse che anche se avessimo trovato una fidanzata lui probabilmente non si sarebbe accoppiato perchè era troppo legato a me.. non so se sarebbe andata così ma lo conservo dentro di me, dentro i miei sogni, nei suoi ricordi e mi manca tantissimo, è stato il compagno più straordinario che abbia mai avuto e lo amerò per sempre...

Al mio fidanzato del 1995 era venuta voglia di prendere un cane ma dal momento che lui abitava in campagna e io in appartamento ovviamente il cane l’ho tenuto io,mi disse testuali parole:voglio un cane però devi crescermelo tu!

Caro,non si tratta mica di un piatto di spaghetti?!

I cani hanno bisogno di cure,gli risposi e di attenzioni..che tu non gli darai!Ok,dissi,però prendiamo un alano nero o niente!!

Concordato il prezzo per 250.000 lire una volta arrivati al negozio di animali a Napoli il tipo ce ne ha estorti 320.000(tutto quello che avevamo)perché io appena entrati nel negozio ho aperto la gabbia e me lo sono messo in braccio,si vedeva lontano un km che non lo avrei lasciato più ! Niente pedigree, ci sarebbe arrivato disse, ma non arrivò mai e nemmeno mi sarebbe servito.

Era bellissimo, nerissimo, dolcissimo e piccolissimo!

I primi tempi furono intensi,non voleva saperne il mio piccolino di dormire da solo in soggiorno;andavamo tutti a letto e dopo 5 minuti iniziava a piangere,io mi alzavo,andavo sul divano e con la mia mano nella sua cesta aspettavo che si addormentasse..tornavo a letto,10 minuti il tempo di accorgersi che io non c’ero più e ricominciava a piangere sempre più disperato!

Abbiamo proseguito così per 3 o 4 giorni dopo di chè,mi sono trasferita ufficialmente sul divano,la mano nella cesta della mia Stellina tutta nera e così abbiamo ricominciato a dormire,ho dormito sul divano accanto a lui quasi due mesi,poi ho capito che voleva semplicemente libero accesso alle camere da letto,cosa che ai cani che avevamo tenuto precedentemente era assolutamente vietato,il divano non era come il mio letto!

Iniziai a lasciare aperta la porta che divideva la zona giorno dalla zona notte e quando lui si svegliava veniva diretto in camera mia e di mia sorella,dava una annusatina,si stendeva 2 minuti sul tappeto e poi tornava alla sua cuccia..finalmente risolto il problema notte!

Da piccolissimo iniziò ad avere tutti i problemi del mondo,ha avuto un inizio di ogni malattia dell’universo,perché i tizi del negozio avevano detto che era vaccinato invece no,crollò dopo una settimana dall’arrivo a casa,l’ambulatorio veterinario era diventato una seconda casa,correvamo ad ogni ora e il dottore era così paziente!

Quando sembrava che avesse iniziato a stare meglio,intorno all’età di un anno,lentamente iniziò a spelacchiarsi,prima intorno agli occhi poi sulle zampe fino a riempirsi il corpo di chiazzette spelacchiate,il veterinario si arrese,mi consigliò lui stesso di andare da qualcun altro perché a distanza di molti mesi dalla comparsa di questo problema ancora non eravamo arrivati a niente,così,andai dal dottore veterinario per eccellenza!

In poche settimane lo rimise in sesto,quando lo portai a controllo la seconda volta mi disse:ma lui è quel cane tutto spelacchiato che mi hai portato l’altra volta?!

Il pelo iniziò a ricrescere nerissimo,lucidissimo e fitto,fitto,che gioia stava finalmente bene,intanto purtroppo aveva un po’ perso l’abitudine a stare in mezzo alla gente e tanti di voi sanno cosa significa fare sci sull’asfalto quando dall’altra parte della strada c’era un’altra forma di vita animale..un cane,un gatto,una lucertola,doveva annusarlo per forza,doveva toccare con naso!

Una volta un gattino aveva preso l’abitudine di venire davanti alla nostra porta,inevitabile arrivò il giorno che la aprii prima ancora di agganciare il guinzaglio che Duca portava sempre in bocca…via tutti e due come razzi,io lo chiamavo strillando come una disperata,già mi immaginavo quel micetto ridotto a brandelli,Duca lo bloccò con una zampa nella curva del corridoio e non credo che ebbe modo di studiare molto la sua preda che quando gli arrivai vicino stava sgommando come Valentino Rossi dopo aver vinto una gara..Duca alzò la testa e mi guardò quasi come a chiedermi:ma che cavolo era quel coso mammina!?!?

Tornammo indietro per disinfettargli tutto quel musone peloso che il gattino aveva graffiato completamente rendendolo una pergamena giapponese rosso su nero!

Tanti sanno anche cosa vuol dire camminare per strada assicurandosi che ci siano pali e cancelli negli immediati dintorni..

Tornavo dal lavoro e non potevo fare altro che coccolare Lui,almeno 15 minuti.

Mi prendeva il braccio e mi trascinava sulla sua branda dove io dovevo sedermi e lui doveva accoccolarsi sulle mie gambe,potevo andare a farmi una doccia solo quando Tuca,Tuca pensava che potesse bastare.

Andava tutto meravigliosamente,la nostra vita insieme era fatta di tramonti,di lunghe chiacchierate,di effusioni e coccole,guardarci negli occhi era come tuffarsi l’uno nel cuore dell’altra ogni volta,ad ogni sguardo e che sguardo;il mio principe!

Ci sarebbero tanti di quegli episodi di straordinarie manifestazioni,come quando non ha permesso alla mia nipotina di andare ad aprire la porta trovandosi da soli in casa,prendeva sempre le difese dei più deboli,animali o persone che fossero e poi un giorno si trovò di fronte un umano che,in compagnia del suo pastore tedesco e vedendoselo galoppare incontro lo ha ferito ad un fianco con un collare chiodato,non ebbe nessuna reazione la mia Stellina,si tirò indietro semplicemente,stupito per avere subito violenza da parte di un uomo!

Il risultato furono 6 punti di sutura e un grande spavento perché per pochissimo non toccò organi vitali.

Nell’estate del 2000 iniziò lentamente il calvario,sul polso destro(non sul sinistro come ho detto precedentemente)comparve un piccolo bozzo,il veterinario disse che sarebbe potuta essere una tendinite,poi pensò ad una micro frattura calcificata male e a novembre avemmo la conferma che si trattava di un tumore alle ossa!

Pur riponendo estrema fiducia in lui,non ricordo più da quanti altri veterinari siamo stati e tutti dicevano la stessa cosa,che sicuramente avremmo dovuto amputare l’arto con tutta la scapola.

Poco prima di Natale ci preparammo all’intervento e il mio dottore prima di procedere(non ne era molto convinto,per un cane così grande vedeva la cosa troppo traumatica)si volle assicurare che non vi fossero in atto metastasi,facemmo le lastre ed erano già lì,ai polmoni.

Mi consigliò di non farlo a pezzetti,di fargli vivere quello che gli rimaneva tranquillamente con tutte e quattro le sue bambine,cosa succederà adesso,gli chiesi;cercheremo di farlo soffrire il meno possibile somministrando antidolorifici e tenendolo a riposo ma sappi che prima o poi avrà disturbi respiratori e prima che ciò accada avrai una decisione da prendere..

Non volevo neanche pensarci ma quel giorno arrivò presto.

La zampa si gonfiava a dismisura per il blocco della circolazione sanguigna,si gonfiava tanto da perdere liquidi.

Quegli ultimi 2 mesi furono di Amore e basta,che lui dava a noi e noi davamo a lui senza risparmio,riposavamo insieme sul mio letto,abbracciati stretti stretti,le passeggiate ormai erano brevissime,ci stendevamo sul prato o sulla spiaggia e ci coccolavamo a vicenda,sapendo bene entrambi che eravamo vicini alla fine della nostra storia d’Amore.

La famiglia era tutta distrutta,lui ci guardava con i suoi occhini dolci dalla sua branda quando era troppo stanco per alzarsi e ci chiedeva di stargli vicino,di tenergli la manina e di amarlo.

Mi parlava con gli occhi,sembrava aver capito tutto e mi interrogava con lo sguardo:perchè mi sta succedendo questo?..Io non voglio lasciarvi,non voglio andare via,sto bene con voi,sarò forte e sopporterò il dolore!

Era bravissimo a prestarsi a tutte le cure,per le iniezioni non c’era neanche bisogno di tenerlo,si stendeva sul suo letto ed io gli facevo la puntura,mi avvicinavo con il tubetto di medicina e lui allungava la bocca per prendere la sua razione,che grande Duca ce è stato,fino all’ultimo istante quando chiamai il veterinario perché iniziava ad essere veramente stanco,mugolava silenziosamente e cercava di togliersi le bende per grattarsi probabilmente,era il 14 febbraio 2001,il dottore mi disse che l’indomani sarebbe venuto a casa ma che avrebbe portato tutto l’occorrente..

Mi trovai a dover prendere una decisione veramente insostenibile ma ci guardavamo negli occhi e lui mi diceva di aver capito,ci ringraziavamo del tempo regalatoci,dell’Amore donatoci a vicenda certo concordavamo sul fatto che fosse stato veramente poco il tempo trascorso insieme,che avremmo avuto ancora tante cose da fare insieme,tanti tramonti ancora a cui abbandonarci sulla sabbia l’una accanto all’altro ma a quel punto non c’era proprio più scelta eravamo giunti al capolinea!

Il giorno dopo arrivò inesorabile,venne anche il mio ex fidanzato(nel frattempo ci eravamo lasciati)la sera prima aveva preparato una cassa di legno per il suo piccolino e si preparava anche lui a salutarlo per sempre,stavamo dicendo addio al nostro primogenito.

Il veterinario arrivò e Duca lo accolse con serenità,mia mamma si chiuse a piangere in camera e di lì a poco iniziammo a prepararlo all’ultimo viaggio,dicevo che avrei fatto io l’iniezione per darci l’impressione che fosse una delle tante,ma all’ultimo preferii solo stargli vicino,guardarlo negli occhi  e baciarlo fino a quando li avesse chiusi.

Mi sedetti sul suo letto,lui si accoccolò sulle mie gambe come era solito fare tutte le sere al mio rientro dal lavoro,il dottore preparò prima l’anestesia totale per addormentarlo perché,mi disse,l’iniezione era dolorosa.

Io lo accarezzavo dolcemente guardandolo negli occhi,il suo papà pure gli teneva la mano dietro la nuca..si stava beando di quell’ultimo momento insieme alla sua famiglia,tra le lacrime trattenute in gola per non impressionarlo lentamente chiuse gli occhi,i muscoli si distesero,persi il suo sguardo e le lacrime iniziarono a venir fuori disperatamente.

Facemmo l’iniezione e aspettammo,sempre carezzandolo tutti,che il cuore desse il suo ultimo battito,no,non volevo alzarmi perché sapevo che lui non si sarebbe alzato insieme a me,non si sarebbe alzato mai più..

Hai fatto la cosa giusta,mi disse il dottore e hai fatto tutto ciò che potevi, purtroppo ci siamo trovati di fronte ad un male troppo cattivo..

Il dottore andò via e mio papà, il mio ex fidanzato ed un amico presero Duca per portarlo sul luogo della sepoltura, dove avevano già preparato tutto, sotto casa sul prato che dava sulla spiaggia, nel luogo che lui conosceva bene.

Scendemmo tutti in una mesta processione, mio padre portava il carrellino con Duca e noi lo seguivamo silenziosamente singhiozzando..aveva riempito le vite di tutti noi in quei 5 anni e poco più, eravamo tutti stravolti, era il funerale di un membro della nostra famiglia a tutti gli effetti, con nome e cognome.

La sepoltura durò una ventina di minuti, il tempo di adagiarlo dolcemente nella cassa,avvolgerlo con il suo asciugamano, richiudere e ricoprire tra soffocate disperazioni.

Risalimmo e già avevano portato via il suo letto per non farmelo trovare al ritorno, non riuscivo ancora a credere che fosse successo sul serio, il mio gigante buono non c’era più, era volato via, il mio Principe dolce mi aveva salutata per sempre.

Lo sogno spesso, viene a trovarmi a donarmi serenità quando ne ho bisogno,proprio come faceva in vita,mi guardava fisso negli occhi, allungava quel musone e mi dava dei bacini sul naso, sapeva di farmi felice e mi passava il malumore..

Spero di non aver annoiato, C’era una volta una Stellina tutta nera, caduta dal cielo a donare Amore e ripartita troppo in fretta per l’ultimo viaggio senza ritorno..

Come già ho detto Duca si è addormentato il 15 febbraio del 2001, eravamo tutti distrutti ma io avevo vissuto con lui 5 anni molto intensi,non che il resto della famiglia fosse da meno però sai che i cani danno ad ogni membro della famiglia un ruolo specifico ed io ero la sua luce,ero la mamma e la fidanzata,il rifugio e il giocattolo,ero tutto per lui e lui era il mio tesoro,la mia prole cresciuto a mia immagine e somiglianza.

Quando morì, mio padre vedendomi soffrire (soffrivano tutti la sua mancanza,si sentiva e si vedeva che non c’era più) voleva prendere un altro cagnolino ma più piccolo, tipo uno yorkshire, io non volevo saperne neanche lontanamente, cercavo ancora la mia Stella dietro la porta ogni volta che rientravo a casa ed era cosi triste non trovarlo lì a distruggere il muro e riempirmi di lividi con la sua coda.

Passata qualche settimana iniziavano a venirmi in mente le caratteristiche che avrebbe potuto avere un diverso cane in casa nostra,se anche non ne volevo assolutamente prendere un altro,perché stavo ancora soffrendo,mi balenavano nella mente questi strani suggerimenti…

Pensavo che sarebbe stato carino che fosse una femminuccia,perché non le vuole mai nessuno,che avrebbe dovuto avere delle misure un po’ più ridotte ed in maniera un po’ buffa pensavo a questo cane senza coda,in ricordo di quei mille lividi sulle gambe e del condominio intero svegliato ogni volta che rientravo tardissimo e scodinzolando la sbatteva vicino al muro!

Davvero non capivo come mai mi venissero in mente queste cose,io non concepivo un suo sostituto,non lo volevo e soffrivo sempre tanto la sua mancanza!

Era Maggio dello stesso anno,per raggiungere il mio posto di lavoro percorrevo delle strade di campagna ed una mattina da lontano,proprio al centro di un incrocio vidi uno strufoletto tutto nero che annusava per terra girando in tondo,non si spostò all’arrivo della mia auto e dovetti fermarmi io,alzò la testa e mi guardò..rimasi incantata per qualche secondo,era tutto nero con le orecchie penzoloni e con una stella bianca in petto..

Era il ritratto di Duca quando lo presi con me e mentre lo guardavo rapita da mille pensieri e una lacrima impigliata tra le ciglia..iniziò ad abbaiarmi contro,oddio abbaiare ora è una parola grossa..strombettava!

Ero già ferma, non feci altro che aprire la portiera ed era già lì che aspettava di salire in macchina,saltò su,si sistemò al mio fianco come quasi a dirmi:era ora!

Ti stavo aspettando sai ?.. Dove andiamo?

Stette con me al lavoro tutta la giornata ed alle 4 quando era ora di andare arrivò alla macchina prima di me.

Indovinate,... era una femminuccia, di piccola taglia e…senza coda!

La portai a casa nella convinzione di trovarle una sistemazione,andammo dal veterinario per tutte le vaccinazioni così pensavo,sarebbe stato più semplice darla in adozione,il dottore mi disse che quella cagnetta portava già il mio cognome!

Ha compiuto 6 anni a gennaio,si chiama Lamù ed è adorabile!

Ogni volta che la guardo vedo in lontananza lo sguardo del mio Duca,me la mandò lui, iniziò prima ad insidiarmi la mente con tutti quei pensieri su un altro cane e poi al momento giusto,né troppo presto né troppo tardi,l’ha messa sul mio cammino!

Non sopportava di sentirmi piangere tutte le notti e mi ha mandato un pezzetto di se stesso..

In questa foto l’avevo trovata da poco ed aveva 3 o 4 mesi ma non è cresciuta molto,è la nostra patatina,la mia scimmiettina tutta nera senza coda,mandataci da Duca a tenerci compagnia!

Il mio Duca,fù straordinario anche quando ormai,fisicamente almeno,non c’era più…

I love you!

Alessandra

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