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Alano dalla A alla Z

  Webmaster Ciro Spinella

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LA STORIA DI BLUE ANGEL

 

Carissimi tutti, vi racconto la storia del mio grande amore: Blue Angel, altrimenti detto Bluette, Bubu, Patato, Amoredolce... e mille altre sciocchezze del genere...

L'estate scorsa (2006) mi è stato rubato dal cortile di casa... non so più che fine abbia fatto malgrado tutto il mondo sia stato invaso da avvisi di ricerca e malgrado le ricerche fatte ovunque nella regione, anche con l'aiuto delle autorità. Non so dove sia, se sia vivo o morto.... ma spero che ovunque sia stia bene e non mi dimentichi... così come io non riesco e mai riuscirò a dimenticare lui.

Era un disgraziato che mi aveva monopolizzato la vita, stringendomi il cuore in mille lacci... cosa che non era riuscito a fare nessun essere vivente a due zampe. Quando venne a stare con me definitivamente aveva 2 anni e 5 quando è scomparso. Prima della nostra convivenza definitiva diciamo che lo avevo in affido, ma sempre e comunque sottoposta a controlli e censure da parte dei vecchi proprietari.

Non era ben socializzato, non si riusciva a portarlo al guinzaglio senza trovarsi a cercare di controllare 80 chili di puro entusiasmo ed anarchia... Quanti struscioni per terra abbiamo preso io ed i miei amici! Quanti pali abbiamo abbracciato per non essere trascinati chissà dove..... Ogni altro animale, ogni gatto, ogni persona che incontravamo era per lui un'impellente curiosità da soddisfare subito, senza mediazioni. Giocare a pallone con lui significava trovarsi subito in una mischia di rugby, con le ginocchia a pezzi, bolli neri da tutte le parti, la terra in bocca... e lui trionfante, col pallone in bocca a poca distanza....scodinzolante e trionfante, con le orecchie appiattite indietro e la testa alta... era il suo modo di ridere a crepapelle. Adorava, ovviamente, il divano, ed anche se aveva la sua branda, morbida e ben grande, ogni giorno era una guerra per chi doveva stare sul divano e chi nella branda..... ahahahahah... però se mi arrabbiavo sul serio lo capiva solo dal mio sguardo, allora con aria rassegnata scendeva... poi faceva l'offeso per circa 30 secondi.

Bastavano due o tre bacioni sul musone di velluto che già si era dimenticato di fare il sostenuto e crollava come svenuto sulla schiena, nella posizione giusta per farsi carezzare la pancia rosa. Aveva, poi, una caratteristica tutta sua....lasciava entrare gli amici in casa e li accoglieva con grande entusiasmo, ma poi non li lasciava più uscire... Abbiamo dovuto inventarci mille trucchi e alla fine era diventato normale che in casa mia si entrasse dalla porta e si uscisse dalla finestra... era pigro, ma prigro, ma pigro!!! Poi odiava la pioggia... se fuori pioveva non c'era verso di convincerlo ad uscire per fare i bisogni.

Una volta si rifiutò di uscire per 4 giorni... pensavo che sarebbe scoppiato! Poi per fortuna tornò il sereno, se no chissà cosa sarebbe successo !! Guardavamo la tv insieme tutte le sere... o meglio - io guardavo la tv tutte le sere, lui guardava me, con il muso di seta e velluto sul mio ginocchio che alla fine diventava bollente e tutto umido. Sonnecchiava, si beava dei grattini e a volte mi spalancava gli occhi dritto in faccia... poi ripiombava nel torpore. Parlavamo molto insieme in quelle sere... lui capiva tutto.

Ci fu una sera che, non so perché, parlammo della vita insieme e della morte. Gli dissi che poteva succedere che uno dei due morisse e che allora l'altro non si doveva disperare perché prima o poi ci saremmo ritrovati. Poteva capitare a me, e allora lui avrebbe dovuto voler bene a chi si fosse preso cura di lui ed avere fiducia nel nostro re-incontro. Ma poteva capitare a lui e allora lo pregavo di non dimenticarsi di me, di cercare di continuare a starmi vicino, a poggiarmi il musone caldo e bavoso sul ginocchio, o sul petto - come faceva ogni mattina per svegliarmi, mentre mi dava piccoli bacini sul mento... dicemmo tante altre cose ancora sull'argomento e per tutto il tempo, anche se lo grattucchiavo parlando e lo carezzavo, non chiuse mai gli occhi beandosi delle coccole, ma mi guardò, con attenzione, orientando la testa come per sentire meglio certe parole... tranquillo  ma presente.

Solo due mesi dopo, quando non lo trovai tornando dal lavoro, capii che la mia era stata una premonizione... e mi maledico ogni giorno per non averlo capito e per non aver preso precauzioni....per non averlo protetto come lui si aspettava da me e come lui ha sempre fatto con me.

Il mio amore voleva bere solo dal rubinetto del bidet e dovevo placcarlo per asciugarli il muso e non allagare tutta casa - cosa che non mi riusciva quasi mai. Aspettava tranquillo la sua pappa, ma dentro doveva esserci anche un assaggino della mia, se no non mangiava la sua e sbavava davanti a me che mangiavo la mia... quindi, per amor del mio stomaco....Russava come un cosacco ubriaco, ma a volte piangeva nel sonno come un bimbo, finché non lo chiamavo piano per strapparlo all'incubo.

I gatti erano costretti a fare delle volate da olimpionici, ma non gli ha mai fatto del male se capitava che li mettesse alle strette... anzi, poi, dovevo medicargli i graffi sul muso. Non aveva paura dei tuoni, dei botti o degli umani minacciosi, ma un paio di scarpe nuove, mai viste, davano subito il via a scene di panico... finché non gli dimostravo che erano innocue. Il veterinario venne a visitarlo in casa una sola volta... e lo mise al muro senza mezzi termini; ma in ambulatorio si faceva mettere il termometro con aria avvilita ed umiliata senza dire nulla.

Quando si ferì la coda piuttosto che tagliargliela mi impegnai a curarla in tutti i modi. Per mesi la portò fasciata e cambiargli la fasciatura richiedeva tatto e strategia... ma non si tolse mai le bende e anche se brontolando mi lasciava fare. La coda tornò splendida e sana.

La sera, dopo cena, quando tutto nel cortile era ormai tranquillo, uscivamo fuori e guardavamo insieme il cielo... non so cosa lui ci vedesse, ma sono convinta che anche lui fosse affascinato dalla luna e dalle stelle e insieme seguivamo le scie degli aerei che passavamo. Ora, quando guardo il cielo non c'è nulla e solo il rimpianto segna lunghe scie rosse. Ci sono ancora tante cose che vorrei dire, raccontare ma la finisco qui... mi fa male la gola e non ci vedo più tanto bene... devono essere gli occhiali sporchi.

Ho voluto condividere con voi tutti il mio amore, il mio rimpianto e il ricordo del mio "Bluetteamoredolce" e vi ringrazio per aver avuto la pazienza di leggermi, ma grazie soprattutto per aver accolto in un angolo del cuore il ricordo del mio cagnone adorato.... Finché qualcuno ci ricorda non siamo mai veramente morti.... e se in tanti lo ricorderanno e penseranno ogni tanto anche a lui forse il mio imbranato meraviglioso un giorno tornerà... lo spero tanto.

Ciao a tutti. Stefania  rememberblue@yahoo.it 

Il mio alano - Blue Angel - è stato rubato a Vanzaghello (MI) fra le 10,45 e le 12 di domenica 2 giugno 2006.
E' un alano blu, ha 5 anni.
Stella a cinque punte bianca sul petto.
Zampa anteriore destra con due dita bianche.
Zampa posteriore destra con due dita bianche.
Zampa posteriore sinistra totalmente grigia.
Zampa anteriore sinistra con un dito bianco.
Ha un tatuaggio all'interno della coscia sinistra:0LCO324 Non ha microchip.
Al momento della sua scomparsa portava un collarino di acciaio fuso con medaglietta in ottone del canile di Legnano riportante il numero 5595.
E' nato il 10 ottobre del 2000, quindi, data l'età, ha il muso e le labbra con molti peli bianchi.
Vi ringrazio in anticipo per qualunque impegno potrete mettere nell'aiutarmi a trovarlo...... Un bacione a tutti.

Stefania  rememberblue@yahoo.it 

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