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Richiesta di attenzione

Pubblicato su alanisti per gentile concessione dell'autrice Dott.ssa Eleonora Mentaschi

 

Capita spesso che i cani imparino ad attirare l’attenzione dei proprietari nei modi più stravaganti. Alcuni lo fanno abbaiando, saltando addosso, prendendo un oggetto per farsi inseguire, altri distruggono, scavano in giardino, ingeriscono oggetti. Taluni arrivano perfino a fingere di stare male.

Non sempre è facile capire quando un cane ha un comportamento di richiesta di attenzione, proprio perché sono abilissimi a capire le nostre debolezze e ad inventarsi i modi per attirare su di sé le nostre attenzioni.

Vediamo allora alcuni casi reali.

 

1)   Spice è un maschio di Pastore Tedesco di un anno.

I suoi proprietari sono persone anziane e sono preoccupati perché il cane abbaia continuamente verso di loro, talvolta ringhiando, e gli salta addosso in modo insistente. Inoltre, a volte, inizia a correre per casa come un matto, facendo cadere i soprammobili e spostando tutti i tappeti. Considerata la loro età ed il fatto che vivono in un condominio, tutto questo genera non pochi problemi.

Quando sono andata a casa loro per vedere il cane devo dire che ho faticato molto perché Spice non ha mai, ripeto mai smesso di abbaiare e saltarmi addosso per quasi due ore consecutive, ma sempre in modo giocoso.

Fin dal principio ho capito che Spice era un cane pieno di energie, che voleva sempre attirare l’attenzione su di sé, e lo faceva fin da quando era piccolo.

Ecco allora cosa era successo secondo la mia esperienza professionale: il cane aveva imparato a fare così per ottenere ciò che desiderava, aveva appreso.

Spice infatti, come tutti i cuccioli, quando è arrivato a casa ha cercato prima di osservare i suoi nuovi padroni per capire come doveva comportarsi per riceve le loro lodi: quando si metteva tranquillo nessuno gli faceva caso, nessuno lo premiava, lo coccolava o lo sgridava. Così il giovane cane ha subito compreso che il suo stare tranquillo non era un buon comportamento. Quando invece appoggiava le sue zampe anteriori sulle gambe delle persone tutti allungavano la mano per dargli una dolce carezza…chi non resiste ad un batuffolo di pelo che si allunga per farsi coccolare?! Quindi il cane iniziò ad acquisire un nuovo comportamento che, dal suo punto di vista, era idoneo e corretto, visto che veniva regolarmente premiato.

Ma quando poi il cucciolo diviene più grande, ecco che allora i proprietari iniziano a stufarsi di avere 30 kg che si appoggiano su di loro. Ma il cane insiste, se ha sempre funzionato perché smettere? Ed in effetti il cane vede che a volte lo accarezzano ancora, a volte lo sgridano, ma comunque riesce ad attirare la loro attenzione.

Purtroppo i coniugi non avevano molto tempo e forze per giocare con il cane e tendevano a non considerarlo molto. Allora Spice dovette inventarsi nuovi metodi per farsi notare: se correva per casa come un matto, se abbaiava, se saltava, allora ecco che tutti lo guardavano, lo rincorrevano, gridavano! Ecco, deve aver pensato Spice, ecco come devo fare!

Il cucciolo aveva compreso che quando voleva attirare su di sé l’attenzione poteva farlo abbaiando, correndo per casa e saltando loro addosso: immediatamente i proprietari si voltavano verso di lui, anche se lo sgridavano, se si alzavano per punirlo, effettivamente aveva ciò che voleva, la loro attenzione.

Per i cani, infatti, molto spesso l’attenzione negativa è ugualmente gratificante, è comunque un modo per essere considerati. E lo fanno cani anche molto coccolati, ma che comunque hanno capito come ottenere ancora più attenzioni.

A questo punto ho spiegato la situazione ai proprietari di Spice, che si sono stupiti, ma hanno compreso perfettamente il meccanismo.

Per migliorare il comportamento di Spice, che fortunatamente era ancora giovane e quindi non aveva ancora radicato in sé questi atteggiamenti, avrebbero dovuto fare l’esatto contrario di quando avevano fatto fino a quel momento: ignorare tutti i comportamenti scorretti di richiesta di attenzione, non guardarlo, non accarezzarlo e non sgridarlo. Naturalmente, ho detto loro, se quando andavano in giro Spice saltava sulle persone, queste non dovevano accarezzarlo, altrimenti avrebbero rovinato tutto il lavoro. Se Spice si metteva seduto, invece, avrebbero dovuto premiarlo: in questo modo insegniamo al cane qual è il comportamento corretto che desideriamo da lui, e lo premiamo. E’ essenziale insegnare al cane il comportamento che vorremmo da lui, altrimenti, come abbiamo visto, cercherà da solo le strade per ottenere ciò di cui ha bisogno e l’inventiva dei cani è sorprendente. Il seduto è un mezzo molto semplice e molto utile.

Allo stesso tempo avrebbero dovuto premiare il cane tutte le volte che era calmo e tranquillo.

E’ stata impostata anche una serie di esercizi e di giochi che avrebbero dovuto fare insieme: tirare una pallina e farsela riportare, nascondere un oggetto ed insegnargli a cercarlo e trovarlo, esercizi semplici di fiuto, come piste con bocconcini.

Dopo un mese e mezzo Spice aveva smesso di abbaiare e saltare loro addosso ed era, in generale, più tranquillo e sereno.

 

2)    Roma è una femmina meticcia di due anni.

Il problema che più preoccupa i suoi proprietari è che ruba tutti gli oggetti per casa, dalle pantofole ai maglioni, dai cuscini al telecomando, li porta tutta fiera davanti a loro e poi non li lascia fino a quando non riescono a prenderla e a toglierle dalla bocca ciò che ha rubato.

Anche in questo caso Roma aveva capito come attirare l’attenzione dei suoi proprietari. In principio deve essere stato un caso, magari aveva preso la classica ciabatta e se la portava per casa. Quando la proprietaria l’ha vista ha iniziato subito a rincorrerla per casa nel tentativo di riprendersela: Roma correva felice e la proprietaria la inseguiva…che bel gioco!!

Allora la piccola ha iniziato a provare la stessa cosa con altri oggetti, magari il telecomando o un cuscino, ed effettivamente ha visto che, se li portava davanti a loro, tutti si mettevano a rincorrerla gridando come matti….veramente un bel gioco!

Ho spiegato i motivi di questo comportamento, ma in questo caso il problema era che non potevano certo rimanere indifferenti mentre Roma distruggeva tutto ciò che trovava. Allora abbiamo messo in atto un stratagemma: per i giorni successivi tutti gli oggetti sarebbero dovuti essere nascosti o posizionati in alto. Ho spiegato loro che avrebbero però dovuto lasciare qualche oggetto alla portata di Roma, in modo tale che, se lei lo avesse preso, avrebbero dovuto rimanere indifferenti. Per far questo avrebbero dovuto comprare un telecomando finto (giocattolo), lasciare le vecchie ciabatte ormai distrutte ed alcuni oggetti che non avevano alcun valore.

Quando la cagnolina li prendeva, nessuno la considerava.

Allo stesso tempo abbiamo impostato delle sessioni giornaliere di gioco ed interazione.

In breve tempo Roma perse ogni interesse nel rubare oggetti e trovò più divertente e remunerativo fare altre attività con i suoi proprietari.

 

3)    Pet è un maschio di un anno di Dobermann

Vive con la sua famiglia in una villa con giardino, ma, da circa un mese, la notte abbaia insistentemente. I proprietari hanno provato a sgridarlo, ma sembra non funzionare affatto.

Anche in questo caso Pet aveva studiato il modo per ricevere attenzioni, seppur negative. Tutto sembra aver avuto inizio per caso, una notte in cui i vicini furono svaligiati dai ladri. Quella notte Pet deve averli sentiti ed ha iniziato ad abbaiare forsennatamente. La proprietaria, che mai aveva sentito il cane abbaiare di notte, si è preoccupata ed è immediatamente scesa a controllare. Non vedendo nulla di strano, ha accarezzato il cane per calmarlo ed è tornata a dormire. La notte successiva e quelle dopo ancora Pet ha continuato ad abbaiare e la proprietaria ogni volta scendeva, in principio per controllare e poi per sgridarlo.

Ecco che Pet aveva scoperto come far venire a sé la proprietaria anche durante la notte.

Scrissi una lettera per i vicini, spiegano loro che per qualche giorno avremmo lasciato il cane abbaiare senza interromeperlo in modo da risolvere il problema.

In una settimana Pet smise di abbaiare la notte.

 

4)    Tina è una bassotta a pelo raso di 5 anni.

I motivi per cui mi chiamarono erano molti, ma io vi parlerò di uno solo di questi, il più interessante.

Tina, quando aveva circa un anno, era stata investita da un’auto e così dovettero operarla agli arti posteriori. La sua proprietaria la adorava, è una persona molto apprensiva ed affezionata a Tina, per cui fece di tutto per curarla e per assisterla. Dopo circa un anno soffrì anche di una tosse che faticò a passare e nuovamente la sua proprietaria non perse d’occhio Tina neanche per un minuto e la curò con molta attenzione.

Oggi Tina è un cane molto esigente, ma anche un po’ ansioso. Ha un continuo bisogno di coccole e rassicurazioni, che la sua proprietaria non manca di darle.

Abbiamo potuto notare però che Tina aveva iniziato a fare una cosa veramente stravagante: quando la proprietaria era distratta, se ad esempio parlava a lungo con me, ecco che Tina iniziava improvvisamente ad avere la tosse ed a zoppicare in modo evidente. La proprietaria, vista la storia clinica, mi raccontò che era veramente preoccupata perché la portava sempre dal veterinario per questi suoi colpi di tosse e per la saltuaria zoppia, avevano fatto ogni sorta di esame, ma nulla sembrava spiegare questi problemi.

Tina era molto furba: faceva l’attrice per attirare su di sé le cure e le attenzioni della sua proprietaria, aggirandola con impareggiabile maestria. La proprietaria comprese la situazione, ma preferì lasciare che Tina continuasse questo comportamento, trovandolo molto divertente e segno della sua intelligenza. Probabilmente, evitando di darle attenzioni quando iniziava a tossire o zoppicare, Tina avrebbe smesso di farlo.

 

Questi sono alcuni esempi di “richiesta di attenzione”, ma possono essercene tanti altri: i cani sono maestri nell’osservarci e nell’inventarsi nuovi modi per ottenere ciò di cui hanno bisogno o desiderano. Un buon etologo è in grado di individuare questi comportamenti e di indicarvi le strade migliori per risolvere tali problematiche.

Ricordatevi comunque che, se togliamo al cane un modo per attirare la nostra attenzione, dobbiamo comunque dargliela in altro modo, più corretto. E’ la regola che descrivo così: “dopo un no, ci vuole un sì”, dopo aver sgridato un cane è importante premiarlo se smette, ma ancor più educativo è indicargli cosa dovrebbe fare. Il cane che salta addosso deve conoscere il comportamento giusto per accogliervi a casa, ad esempio mettersi seduto.

La richiesta d’attenzione, in ogni caso, non dovrebbe essere punita mai in modo eccessivo perché è solo una manifestazione dell’affetto che il cane prova per noi, va semplicemente reindirizzata e incanalata in comportamenti più corretti.

 

Dott.ssa Eleonora Mentaschi

 

Consulente in Scienze Comportamentali Applicate

Master in Medicina Comportamentale degli Animali d’Affezione

Direttore Scuola Cinofila Viridea di Rho (MI)

Segretario Regione Lombardia APNEC

info@ilmiocane.net

www.ilmiocane.net

 

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