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L’ANSIA DA SEPARAZIONE
(Articolo apparso
sul n° 102 della rivista “Il mio cane”
Pubblicato su alanisti per gentile
concessione dell'autrice Dott.ssa Eleonora Mentaschi
La prima volta che ho visto Tobia
aveva solo 7 mesi ed i suoi proprietari lo avevano trovato quando di
mesi ne aveva 4, abbandonato in mezzo ad una strada. Avevano deciso
subito di adottarlo e di portarlo a casa con loro.
Fin dagli inizi però aveva mostrato
problemi a rimanere solo casa:
Tobia distruggeva tutto, mobili, porte, divani, etc. Sembrava
una furia senza controllo. Col tempo, dissero, stava peggiorando: i
vicini si erano anche lamentati perché lo sentivano piangere ed
abbaiare durante il giorno, quando loro erano al lavoro.
Tutte le volte che uscivano,
anche se per poco tempo, i proprietari di Tobia trovavano la casa
sempre più rovinata ed i vicini iniziavano a minacciare una denuncia
per i continui vocalizzi, motivo per cui avevano deciso di
rivolgersi a noi.
La cosa che più stupiva i
proprietari era il fatto che, per il resto, il cane era perfetto:
quando erano in casa con lui, non distruggeva nulla, non abbaiava
mai e aveva imparato subito a fare i bisogni fuori. Il problema
nasceva solo ed esclusivamente quando Tobia restava solo a casa.
Io parlai a lungo con loro, poiché sospettavo che Tobia potesse
soffrire di “ansia da separazione”.
Chiesi ai proprietari, come
sempre faccio, di filmare il cane quando non c’erano, in
questo modo potevamo vedere quale fosse realmente il suo
comportamento. Quando mi portarono la videocassetta la guardammo
insieme: Tobia, non appena i proprietari uscirono, iniziò ad
agitarsi, a camminare avanti e indietro per tutta la casa. Si
avvicinava alla porta e vocalizzava: in principio erano dei lievi
mugugni, poi alcuni abbai e infine abbai sempre più forti
accompagnati da alcuni ululati. Dopo pochi minuti iniziò anche a
mordicchiare qualche oggetto, per diventare sempre più
incontrollabile e nervoso, distruggendo mobili e porte. Il cane
mostrava una respirazione decisamente più rapida del normale e
sbavava molto.
Il tutto durò circa un’ora,
dopo di che Tobia sembrò calmarsi un poco, per avere poi qualche
altra manifestazione in seguito, ma molto meno evidente. Al ritorno
a casa dei proprietari il cane fece loro le feste in modo esagerato
e prima di calmarsi ci mise quasi venti minuti.
Mi riferirono che, anche se lasciavano sempre le ciotole piene,
il cane non mangiava e non beveva mai niente quando rimaneva solo.
Dopo aver parlato con i proprietari ed aver visto il filmato spiegai
loro che Tobia soffriva di ansia da separazione. Vediamo dunque di
cosa si tratta.
Cos’è l’ansia da separazione?
E’ una reazione di sofferenza e di ansia incontrollabile che alcuni
cani provano quando si trovano separati dalla/e persona/e a cui sono
attaccati, generalmente il padrone. E’ una vera e propria patologia
del comportamento, che indica un malessere.
Può manifestarsi solo quando il proprietario esce di casa, ma anche
quando egli è in casa, ma separato dal cane, ad esempio chiuso in
una stanza. Il cane non sopporta la mancanza di contatto fisico e
visivo con la persona.
L’ansia si manifesta anche per separazioni di breve durata, di pochi
minuti.
Come si manifesta?
Può manifestarsi principalmente attraverso tre sintomi:
1.
Distruttività quando solo
(mobili, porte, cuscini, ecc.)
2.
Vocalizzazioni (abbaiare, piangere, ululare e/o gemere)
quando
solo
3.
Defecazione o minzione in casa
quando solo.
Non è necessario che tutti i sintomi siano contemporaneamente
presenti, il cane può mostrarne solo uno o due.
Altri sintomi che si verificano meno frequentemente sono:
4.
Astensione
dall’acqua e dal cibo durante il periodo di solitudine
5.
Aumento
dell’attività motoria (il cane continua a camminare avanti e
indietro)
6.
Aumento
della reattività e della vigilanza
7.
Depressione, anoressia e letargia
8.
Vomito,
diarrea, coprofagia (ingestione delle proprie feci)
9.
Aumento
del ritmo cardiaco e respiratorio
10.
Comportamenti di autolesionismo, come strapparsi il pelo o leccarsi
insistentemente ed in modo eccessivo, generalmente in un medesimo
punto
11.
Aggressività.
Torno a ripetere che questi sintomi, per essere riferiti ad ansia da
separazione, devono manifestarsi solo in assenza del proprietario o
quando al cane è impedito avvicinarsi a lui.
Generalmente le manifestazioni di ansia appaiono subito, entro i
primi 30 minuti dall’uscita del proprietario, raggiungono un picco
di intensità in tempi rapidi, per poi diminuire in un lasso di tempo
variabile, a seconda dell’individuo.
Qual è la chiave per identificare il problema?
Non tutti i cani che distruggono,
abbaiano o eliminano in casa soffrono di ansia da separazione. Per
poter identificare un problema di ansia da separazione il cane deve
manifestare i sintomi solo quando il proprietario è assente.
Importante!
Per trattare l’ansia da separazione è molto importante comprendere
che il cane NON si sta vendicando e non sta facendo un dispetto. Le
numerose ricerche scientifiche svolte in tutto il mondo hanno
dimostrato che la distruttività, le vocalizzazioni e le eliminazioni
che appaiono solo ed esclusivamente alla separazione dal padrone
sono unicamente una manifestazione dello stato ansioso sofferto in
quel momento dal cane.
Altri
comportamenti tipici.
I
cani che soffrono di
ansia da separazione imparano presto a riconoscere i segnali che
indicano l’imminente uscita del proprietario. Quando, ad esempio,
vedono che prende le chiavi, si mette il cappotto, etc., intuiscono
cosa sta per accadere ed iniziano ad agitarsi. Questo “comportamento
di anticipazione” è manifestato dall’agitarsi, abbassare le
orecchie, tenere la coda bassa, guaire e manifestare l’ansia
attraverso posture facciali e corporee.
Poiché questi stimoli
incrementano lo stato ansioso del cane, che si agita ancor prima
dell’uscita del proprietario, parte della terapia si focalizzerà
negli esercizi che permettono di diminuire questa anticipazione,
prendendo, ad esempio, le chiavi per poi posarle, infilando il
cappotto, ma senza uscire, insomma, cercando di cancellare
l’associazione oggetto-uscita.
Anche al ritorno del padrone, i cani possono comportarsi in modo
concitato, salutando freneticamente e, talora, girando in circolo,
muovendo il corpo e la coda, leccando il padrone, piangendo ed
andando a prendere i propri giochi. Tutto questo può proseguire per
diversi minuti, a volte anche per periodi di tempo molto lunghi.
Si tratta di un problema frequente?
Sì, l’ansia da separazione è uno dei problemi comportamentali più
frequenti nel cane.
Perché i cani soffrono di ansia da separazione?
I
motivi possono essere molteplici.
Le reazioni di ansia conseguenti alla separazione sono molto
frequenti nelle specie sociali come il cane. Il cane, infatti, è un
animale sociale che vive in un branco ben organizzato
gerarchicamente.
In alcuni casi, l’ansia da separazione può essere originata da
un’eccessiva dipendenza o attaccamento del cane verso uno o più
membri della famiglia/branco, anche se questa teoria viene oggi un
poco criticata. Infatti vi possono essere numerosi altri fattori in
gioco.
Il cane può, ad esempio, non essere stato abituato a rimanere solo,
magari perché nei primi mesi il proprietario non lavorava, oppure
può esserci stato un cambiamento nella routine della famiglia, come
un periodo di vacanze o di malattia del proprietario. Capita infatti
che i cani trattati efficacemente possano poi avere delle ricadute,
proprio in seguito a periodi in cui passano più tempo con il
proprietario. In questi casi le indicazioni terapeutiche andranno
nuovamente applicate.
Alcuni traumi, infine, sembrano aumentare la frequenza di comparsa
di ansia da separazione: i cani abbandonati o adottati da canili
sono ad alto rischio per questa patologia comportamentale. In alcuni
casi abbiamo potuto anche notare che i cani manifestano ansia da
separazione in seguito a delle brutte esperienze che hanno vissuto
proprio quando erano soli: ladri, allarmi, tuoni e temporali, etc.
Il cane, in questo caso, ha collegato la solitudine all’esperienza
negativa, e, naturalmente, non vuole più restare solo.
Esiste un trattamento per l’ansia da separazione?
L’ansia da separazione è un problema che può essere ben trattato e
controllato. Nella maggior parte dei casi il problema si risolve in
modo eccellente. Il trattamento include una serie di regole di
comportamento che devono essere applicate dai familiari. Se credete
che il vostro cane soffra di questo disturbo, rivolgetevi ad un
esperto in problemi comportamentali. La terapia richiede un po’ di
pazienza e può essere diversa a seconda dei casi, ma in pochi mesi
potrete vedere i miglioramenti.
Dott.ssa Eleonora
Mentaschi
Consulente in Scienze
Comportamentali Applicate
Master in Medicina
Comportamentale degli Animali d’Affezione
Direttore Scuola Cinofila Viridea
di Rho (MI)
Segretario Regione Lombardia
APNEC
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