ANIMALI: L'ABBANDONO ORA SI PAGA CON IL CARCERE
02-AGO-04 13:21
(ANSA) - ROMA, 2 AGO - Abbandonare gli animali da ora in avanti si paga anche
con il carcere. Questo uno dei punti qualificanti della legge
antimaltrattamento approvata dal Senato in via definitiva l'8 luglio scorso ed
entrata in vigore da ieri con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Per gli 'esperti' dell'abbandono, le nuove regole prevedono
infatti l'arresto fino a un anno o un'ammenda da 1.000 a 10mila euro.
Pene applicate anche per detenzione incompatibile con la natura degli animali e
produttiva di grandi sofferenze.
La piaga degli abbandoni colpisce ogni anno 350.000 animali,
secondo le stime delle associazioni animaliste, di questi 200.000 sono gatti e
150.000 cani, mentre i randagi sono almeno 2 milioni. Emilia Romagna Campania,
Calabria Puglia, Sicilia e
Lazio le regioni piu' 'randage' mentre e' di 100
milioni di euro l'anno, rileva l'Oipa, il business
dei canili privati.
Per quanto riguarda i cani, l'85% muore entro i primi
20 giorni dall'abbandono. In Italia sono oltre 14 i milioni di
animali che vivono con il 35% delle famiglie italiane mentre la
Federazione
dei veterinari ha calcolato che il 25% degli animali presi in adozione viene
prima o poi abbandonato.
La legge centra anche un altro fondamentale punto a favore degli animali: il
maltrattamento diventa infatti delitto. In tal modo
l'estinzione del reato non potra' piu'
avvenire con una
semplice oblazione e si allunga la prescrizione a 5 anni (7 e mezzo se
prorogata) a fronte degli attuali 2 (3 se prorogata).
Sul fronte dei numeri, per quanto riguarda i maltrattamenti in generale, in sei
mesi, secondo l'ultimo rapporto dell'Enpa, sono stati 41.667 gli animali coinvolti in casi di
maltrattamento di
cui 2.267 cani e 249 gatti; 30.179 gli animali uccisi di cui 201 cani e 181
gatti.
Ma il numero di casi accertati nei primi sei mesi del 2004 e'
stato solo di 373, 280 le denunce. Nel 46% delle volte non si conosce l'autore ma una quota rilevante (30%)
e' fatta di proprietari. Combattimenti e competizioni non
autorizzate l'altro capitolo
dove la legge stringe le maglie della prevenzione: reclusione da 1 a 3 anni e
multa da 50mila a 160mila euro per chi promuove, organizza o li dirige.
Aumento di un terzo della pena se presenti minorenni, persone
armate o promozioni video. Secondo la Lega Antivivisezione, che ha
fortemente voluto la legge, sono
15.000 gli animali sfruttati ogni anno in Italia nei combattimenti clandestini,
di cui 5.000 cani condannati a morte certa, con un business legato alle
scommesse e al commercio dei
campioni che frutta alla criminalita' organizzata
quasi 800 milioni di euro.