Per gli animali il
passaporto europeo
Il regolamento dell’Ue è stato approvato nel maggio 2003 ed entra in vigore
oggi. L’Italia è in ritardo: «Mancano i moduli»
MILANO - Il formato è quello di un
normale documento d’identità. L’unica differenza è che la foto è soltanto
facoltativa. Il «passaporto per animali da compagnia» da oggi è ufficialmente
in vigore in tutti i Paesi dell’Unione europea. Anche se in
molti Stati, Italia compresa, il nuovo certificato non è stato ancora diffuso e
La vera rivoluzione sta in un numero
di nove cifre stampato in alto sulla prima pagina del documento. E registrato anche nell’anagrafe informatizzata che conterrà la
«carta d’identità» di tutti i cani e i gatti europei. Lo stesso numero
deve essere tatuato sulla pelle dell’animale, oppure trasferito in un microchip
e iniettato in una piccola capsula di vetro dietro l’orecchio. In questo modo
chi troverà un cagnolino smarrito, o abbandonato, potrà facilmente risalire al
suo padrone.
Il sistema del tatuaggio, già
obbligatorio in Italia, verrà mantenuto fino al 2012,
poi tutti gli animali dovranno avere per forza il microchip. Il nostro Paese
farà da apripista, imponendolo già dal primo gennaio 2005, come deterrente per
i molti padroni che, prima di liberarsi del proprio cane, oggi gli amputano
l’orecchio marchiato per far perdere le loro tracce.
Dove siamo ancora molto in ritardo è invece nella diffusione del passaporto europeo.
Teoricamente, per ottenerlo basta presentarsi a un
ambulatorio veterinario dell’Asl, far iniettare il
vaccino antirabbico al proprio animale e compilare un semplice modulo. In pochi
minuti si fa tutto. Il costo è di una decina di euro.
«Purtroppo però il ministero della Salute non ha ancora inviato alla
maggioranza degli ambulatori il modello prestampato per la certificazione -
spiega Domenico D’Addario, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei veterinari -. Molti miei colleghi non sono stati nemmeno
informati che la nuova normativa è già entrata in vigore. Meno
male che ci sono ancora tre mesi di tempo».
Poi, da ottobre,
regole fisse e uguali per tutti, in tutta Europa. O quasi.
Gran Bretagna, Irlanda e Svezia hanno deciso di mantenere anche gli altri
obblighi oggi in vigore per chi vuole introdurre nei
loro confini cani e gatti, come il trattamento antiparassitario contro
echinococco e zecche. In questi Paesi resterà anche il divieto assoluto di
portare cuccioli fino a quando hanno compiuto tre mesi.