Il noto studioso Raymond Coppinger contesta le analisi genetiche presentate agli inizi degli anni Duemila. Un'altra certezza è caduta. Custodita nell'inconscio da ogni proprietario di cane, fosse pure un bastardino, era l'orgoglio inespresso di possedere un discendente del mitico lupo. Ci hanno tolto anche quella. Fino a ieri, del cane sapevamo che la sua ascendenza fosse sicuramente da attribuire al lupo.
Oggi scopriamo che è invece un enigma biologico e le sue origini un fitto mistero. La versione che tutti noi da sempre abbiamo dato per certa, sicura al di là di ogni dubbio, che il cane discende dal lupo, si fondava su tre presupposti: i fossili trovati nei diversi siti archeologici; la selezione artificiale operata dall'uomo e le analisi genetiche.
La storia dell'amicizia tra uomo e lupo inizia 400 mila anni fa. Infatti scavi effettuati in più tempi e in luoghi diversi
hanno portato alla luce ossa di lupi in prossimità di insediamenti umani. Le
prime tracce di cani accanto all'uomo sono di un'epoca
assai più recente: solo, si fa per dire, dal
Nel 2002 la rivista “Science” ha presentato tutta
una serie di analisi genetiche, destinate a confermare
la teoria del lupo avo del cane. Sembrava quindi accertata in maniera
definitiva l'ipotesi cara a tutti i proprietari di cani. Raymond
Coppinger, noto studioso di razze canine, già alla
fine degli anni Novanta ebbe modo di osservare come il cane sia
una razza unica nel regno animale: comprende centinaia di varietà molto
differenti tra loro. Si è chiesto: «Come è possibile
che un chihuahua, alto solo
Come ha fatto lo studioso ad arrivare a queste rivoluzionarie conclusioni? C'è arrivato osservando per anni il comportamento dei cani che vivono nell'isola di Pemba, al largo di Zanzibar. Qui i cani sono assolutamente liberi ma vivono nei pressi dei villaggi locali. Gli abitanti di questi villaggi si alimentano esclusivamente con la caccia, esercitata in forme primitive e di agricoltura. La presenza dei cani è tollerata poiché questi, nutrendosi degli avanzi e della spazzatura mantengono puliti i villaggi. Lo studioso conclude affermando che 10.000 anni fa i cani impararono a vivere in simbiosi con i villaggi del Mesolitico e, col tempo, divennero una nicchia ecologica a sé stante. Inoltre svilupparono alcune caratteristiche, tipiche di tutti gli animali domestici: varietà di pelo e di stazza; tendenza alla sottomissione conservando questi tratti comportamentali appresi in età giovanile, fino alla vecchiaia.