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Secondo
quanto scoperto sulle sue origini, il cane è attualmente considerato
una sotto - specie del lupo. Per questo motivo può essere utile
studiare il comportamento dei lupi per comprendere il comportamento del
cane domestico.
Secondo quanto scoperto sulle sue origini, il
cane è attualmente considerato una sotto -
specie del lupo (3). Per questo motivo può essere utile studiare il
comportamento dei lupi per comprendere il comportamento
del cane domestico (7).
A questo proposito
devo specificare che questo non è del tutto corretto e, nel campo
dell’etologia, si discute molto delle similitudini tra lupo e cani (2).
Il cane infatti è stato sottoposto dall’uomo
ad una forte selezione genetica che ha prodotto un grandissimo numero
di razze differenti. I cani domestici, inoltre, vivono a stretto contatto con l’uomo e questo ha
inevitabilmente prodotto dei comportamenti specifici che non ritroviamo
nel lupo. Tenendo conto delle debite considerazioni, lo studio del lupo
può comunque aiutarci, come vedremo di
seguito.
I lupi, come i cani,
sono animali sociali che vivono in branco. Il branco è una sorta
di grande famiglia composta da entrambi i
sessi. Il branco si muove, caccia e si ciba insieme. Gli accoppiamenti
avvengono all’interno del branco e tutti i componenti
cooperano per la difesa e la crescita dei cuccioli (7).
All’interno del
branco esiste una gerarchia, cioè ci sono soggetti
dominanti e soggetti sottomessi, secondo una scala gerarchica.
Il “capo branco” o “leader” o “individuo alfa” è il soggetto a cui tutti
gli altri sono sottomessi, cui tutti fanno riferimento e che prende le
decisioni per il branco intero. Lui è il primo ad avere accesso a
tutte le risorse: il cibo, il luogo di riposo, le femmine. Dopo di
lui, a scala, ci sono tutti gli altri, fino al più subordinato.
La gerarchia non è
rigida, ma può cambiare col tempo. Maschi e femmine
tendono ad avere gerarchie separate.
I soggetti dominanti
hanno accesso secondo un ordine preciso alle risorse e tendono ad instigare le attività del gruppo. Generalmente sono
i cani più adulti e più forti. I sottomessi, in ordine, accederanno solo in seguito alle risorse. Il più
subordinato, che potrebbe essere il più giovane o il meno forte, è
l’ultimo.
Ci sono soggetti che
hanno un temperamento dominante e tendono sempre a voler raggiungere il
“rango” più elevato. Può capitare che questi soggetti, una volta
maturi, riescano a risalire la scala
gerarchica e a diventare dominanti (7).
Scott e Fuller
(1965) hanno dimostrato che i cuccioli che abbiano avuto contatti con
l’uomo prima delle 12-14 settimane di vita, considereranno i loro
proprietari come componenti del proprio
branco. Alcuni di questi cani tenderanno quindi a formare una relazione
di dominanza / sottomissione con i componenti
umani del branco.
Comprendere come si
comporta un cane leader è essenziale per
comprendere come comportarci con il nostro cane. Infatti
per il cane noi dobbiamo essere il suo branco, dobbiamo creare la
giusta scala gerarchica. Questo, anche se è sempre vero, lo è in
particolar modo per quei proprietari che notano nel loro cane una spiccata tendenza ad essere dominanti nei loro
confronti.
Questo però non
significa essere più forti di lui, più cattivi o più aggressivi. Un
vero capo branco, infatti, non ricorre praticamente
mai alla violenza: sono il suo comportamento generale, gli
atteggiamenti nei confronti delle risorse ed il linguaggio del suo
corpo a dimostrarlo. Se siamo violenti con
un cane, se lo sgridiamo fisicamente o se continuiamo a gridare contro
di lui non capirà mai che siamo i leader cui affidarsi, ma solo ad
avere paura e a voler scappare da noi. Noi dobbiamo imparare a
comportarci come un “individuo alfa”.
Dobbiamo dimostrare
al cane che siamo i leader e che lui deve far
riferimento a noi per qualsiasi cosa, che può fidarsi di noi come capi
branco. In una famiglia il cane deve essere il soggetto più
subordinato, mentre le persone devono essere tutte considerate un
gradino più in alto nella scala gerarchica. Questo permette a noi di
poter controllare il cane, ma anche al cane di
sentirsi più sereno e tranquillo. I cani infatti
hanno bisogno di un leader, un soggetto che decida per loro, un
individuo di cui possano ciecamente fidarsi, a cui possano riferirsi in
ogni momento, questo li rende meno insicuri ed ansiosi. E questo leader dobbiamo essere noi.
Analizziamo
allora come si comporta un leader. Il capo
branco:
- mangia per primo
- cammina davanti a tutti, è il
primo a passare attraverso porte, recinti, ecc.
- decide lui quando è il momento di
andare a caccia, quando è il momento di riposare o quando giocare
- dorme più in alto degli altri,
per tenere sotto controllo il territorio
- ha accesso per primo alle
femmine
Una volta
compresi questi punti fondamentali siamo in
grado di applicarli al cane, in modo tale da stabilire la giusta
gerarchia:
- Il cane deve sempre
mangiare per ultimo, dopo che la famiglia ha terminato. Questo
perché se lo facessimo mangiare per primo lui percepirebbe se
stesso come il leader che ha accesso per
primo al cibo e noi come i subordinati che mangiano dopo di lui.
- Il cane deve essere sempre
l’ultimo a passare da porte, cancelli, ecc. Per lo stesso motivo
sopra descritto.
- Dobbiamo essere noi a
decidere i tempi di gioco, riposo e alimentazione. Il leader del branco, come detto in precedenza,
decide quando andare a caccia, quando riposare, ecc. Il leader
prende l’iniziativa: il subordinato, ad esempio, deve attendere
che esso decida di giocare con lui, altrimenti dovrà attendere.
Così dobbiamo essere noi a voler iniziare il gioco con il nostro
cane. Se il cane viene e cerca un
contatto per giocare, noi dobbiamo ignorarlo un momento. Non
bisogna sgridarlo, semplicemente rimanere indifferenti ai suoi
tentativi di richiamare la nostra attenzione. Quando
se ne sarà andato, allora prenderemo la pallina e lo inviteremo a
giocare. Sono passati pochi minuti, ma il cane percepisce che
siamo noi a decidere quando giocare o meno.
- Il cane non deve dormire
sul letto, ma sempre in una posizione più bassa della nostra.
Siamo noi che, rimanendo più in alto, controlliamo la situazione e
ci prendiamo cura del branco.
Queste indicazioni
andrebbero applicate sempre, anche se bisogna considerare il tipo di
carattere di ogni cane. Infatti
è soprattutto con i cani più dominanti che queste regole
diventano essenziali. Non tutti i cani sono portati ad
essere dominanti. Alcuni possono assumere atteggiamenti
sottomessi in alcune situazioni (ad esempio nei corsi di addestramento) ed in altre situazioni dimostrarsi
dominanti (ad esempio a casa).
I proprietari di
cani dominanti devono portare molta attenzione nel mantenere chiara la
scala gerarchica, per non essere sopraffatti dal cane e poterlo gestire
in modo tranquillo.
(1) Scott e Fuller, 1965 e 1974;
(2) Overall, 2001; (3) Pageat, 1999; (4) Houpt, 2000; (5) Dorit Fedderson Peterson, 1984; (6) Sparagetti
e Verga, 1991, (7) O’Farrell, 1992
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